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Verona (ITALIA) / Strage di ragazzi ungheresi, una tragedia che poteva essere evitata / Comunicato di Alberto PALLOTTI, presidente nazionale dell'AIFVS-onlus / 22.01.2017

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Verona (ITALIA) / Strage di ragazzi ungheresi, una tragedia che poteva essere evitata / Comunicato di Alberto PALLOTTI, presidente nazionale dell'AIFVS-onlus / 22.01.2017

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - Onlus
www.vittimestrada.eu

Verona, 22 gennaio 2017

OGGETTO: Strage di ragazzi ungheresi, una tragedia che poteva essere evitata.

Ieri c'eravamo anche noi, appena abbiamo saputo quello che era successo siamo andati a cercare di portare conforto e sostegno alle vittime. Le scene che ci si sono presentate sono state apocalittiche. I ragazzi erano sconvolti, feriti, scalzi, in lacrime, inconsolabili.

Le famiglie arrivavano in triste processione a cercare i loro figli feriti o peggio deceduti. Corpi carbonizzati, fiamme altissime, urla disperate, le scene raccontate dai soccorritori sono spaventose. Servirà molto tempo per metabolizzare questa immane tragedia, forse non ce la faremo mai. La peggiore strage stradale della storia di Verona.

Una tragedia che poteva essere evitata.

E lo dico fermamente, considerato che sarebbe bastato un sistema di ritenzione adeguato per evitare che il bus si schiantasse contro il pilone.
Siamo stati sul posto, a vedere lo stato dei luoghi, abbiamo fotografato la scena e analizzato bene tutta la normativa (https://goo.gl/IA6dzl).

A cosa servono i guardrail se non ci proteggono?
Il decreto ministeriale n. 2367 del 21.06.2004 (https://goo.gl/jAIYCx) parla chiaro.

In particolare, l'art. 2 delle istruzioni tecniche allegate al decreto così recita:
"Art. 2 - Finalità dei dispositivi di ritenuta nelle costruzioni stradali
Le barriere di sicurezza stradale e gli altri dispositivi di ritenuta sono posti in opera essenzialmente al fine di realizzare per gli utenti della strada e per gli esterni eventualmente presenti, accettabili condizioni di sicurezza in rapporto alla configurazione della strada, garantendo, entro certi limiti, il contenimento dei veicoli che dovessero tendere alla fuoriuscita dalla carreggiata stradale.
Le barriere di sicurezza stradale e gli altri dispositivi di ritenuta devono quindi essere idonei ad assorbire parte dell’energia di cui è dotato il veicolo in movimento, limitando contemporaneamente gli effetti d’urto sui passeggeri."

Quindi, entro limiti accettabili il contenimento dei veicoli che dovessero fuoriuscire dalla
carreggiata stradale deve essere assicurato.

E poi parlano di fattori di protezione. Semplificando per le autostrade, con traffico di tipo III cioè il massimo previsto (veicoli medi giornalieri e massa consentita maggiore ai 35 quintali), si prevede una barriera laterale di tipo H3-H4 a seconda della scelta del progettista e la barriera deve avere un fattore di attenuazione P3 che significa il massimo potere di assorbimento e riduzione della velocità, in questo caso l’attenuatore doveva avere potere “redirettivo”.

Da un nostro sopralluogo, abbiamo potuto constatare che le barriere che erano istallate prima dell'incidente e anche quelle che hanno ricostruito ieri sono completamente inadeguate per tenere l'urto con un mezzo pesante lanciato alla velocità massima consentita.

Potremo stare qui a discutere anni su cosa significhi questa tabella, e come deve essere applicata, e accadrà certamente in un'aula di tribunale. Perché, ieri, nelle ipotesi di reato, non ho sentito ancora nessuno parlare di carenza infrastrutturale, ma se non dovesse emergere dall’inchiesta, allora la proporremo noi come associazione con i nostri periti.

I casi sono 2:
O le barriere non erano a norma e il progettista ha scelto non correttamente i sistemi di ritenzione adeguati oppure la norma è sbagliata, e ha responsabilità chi l'ha scritta.

Non ci sono altre possibilità, sono morti 16 ragazzi, una strage assurda quanto evitabile.
Si cercherà di puntare il dito contro l'autista, la velocità, il colpo di sonno, l'incendio o le cattive condizioni del mezzo.

E ci si dimenticherà probabilmente che qualche testimone ha riferito che l’autobus aveva dei problemi già da diversi chilometri. Chi parla di sbandamento dovuto ad una ruota, chi parla di fumo che fuoriusciva dal veicolo già prima dello scontro. È difficile quindi ipotizzare che l’autobus fosse lanciato ad una velocità folle, tale da impedire a qualsiasi sistema di ritenzione di assorbire quel genere di urto.

E dobbiamo rilevare che in questo caso il guardrail, paradossalmente, ha trattenuto il mezzo pesante per una ventina di metri per poi spaccarsi, incanalandolo proprio contro il pilone del viadotto. Di conseguenza, in questo caso il guardrail ha avuto la funzione di indirizzarli in un vicolo cieco senza uscita, diventando per loro il binario della morte.

E c’è anche da rilevare che gli adeguati sistemi di ritenzione non prevedono minimamente la protezione del traffico cosiddetto leggero a due ruote. Se un motociclista per esempio cadesse e finisse contro il guardrail non avrebbe scampo. Lo abbiamo detto decine, centinaia di volte, l’hanno detto e scritto dovunque, eppure la situazione non cambia mai.

Ad Avellino, attualmente è in corso un processo per la morte di 40 persone cadute con un autobus da un cavalcavia, la strage dell’A16, per il cedimento di un jersey inadeguato a sostenere il peso di un autobus. Sono passati anni, la verità deve emergere, stiamo assistendo ad un rimbalzo di responsabilità, si va verso la prescrizione per molti dei capi di imputazione.

Pensate forse che per questo incidente sarà diverso?

Qui abbiamo l'opportunità, rara, di cambiare le cose, perché ricordo che sulle autostrade ogni pilone di cavalcavia è protetto da guardrail stuzzicadenti in confronto al traffico pesante. E anche quello che hanno ricostruito ieri, nel punto della tragedia, è uguale al precedente, pronto per essere abbattuto da un altro autobus. Come da foto allegate (https://goo.gl/1sFMyY).

Senza contare che le piazzole di soste di emergenza, di notte, sono prese d'assalto da mezzi pesanti i cui conducenti dormono diverse ore. La piazzola di sosta di emergenza è stata realizzata per altri scopi, e rappresenta anche una via di fuga in caso di fuoriuscita. Se l'autobus ungherese fosse finito a tamponare un camion fermo sarebbe finita in modo analogo. Che fine hanno fatto le nostre segnalazioni, i nostri rilievi? Perché nessuno interviene?

Ieri abbiamo purtroppo dovuto aggiungere alla lista delle tragedie infinite altri ragazzi innocenti e nel fiore dei loro anni, ma non ci stiamo a liquidare questi eventi come inevitabili oppure a dare le colpe sempre ai soliti noti.

Esistono precise responsabilità anche di chi ha il dovere di proteggerci. Le autostrade sono a pagamento, e hanno utili consistenti. Che li reinvestano nella sicurezza, nei controlli di velocità, visto che il tutor non funziona. Lo sapevate che buona parte delle multe fatte con il sistema del tutor vengono annullate poi nei tribunali (https://goo.gl/QyXf20)?

L’associazione esprime cordoglio e si stringe accanto ai familiari dei superstiti e dei deceduti, annunciando che saremo al loro fianco per chiedere giustizia e chiedere a gran voce che simili tragedie non si ripresentino più.
Alberto Pallotti, presidente AIFVS-onlus

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Alberto Pallotti. Presidente Nazionale Aifvs Onlus. Tel. Cell. 392.1881975 Fax: 045.4853622 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Intervista ad Alberto PALLOTTI, presidente nazionale dell'AIFVS-onlus / Vittime della strada: “La legge c’è, ora temiamo le strumentalizzazioni." / di Giuseppe PICCIANO / 6 luglio 2016

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Intervista ad Alberto PALLOTTI, presidente nazionale dell'AIFVS-onlus / Vittime della strada: “La legge c’è, ora temiamo le strumentalizzazioni." / di Giuseppe PICCIANO / 6 luglio 2016

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“Otto anni per una birra? Detta così è vera disinformazione”.

Alberto PALLOTTI, presidente nazionale dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS), critica duramente la lettura che alcuni mass media danno del reato di omicidio stradale.
“Come al solito si tende a salvaguardare la posizione dell’investitore e non di chi ha perso in modo assurdo la vita sull’asfalto.
Nel caso specifico, avvenuto di recente in Sicilia – aggiunge Pallotti – un ragazzo aveva bevuto una birra e si era messo alla guida, nel corso di un incidente era morto un passeggero a bordo. Sarà stata solo una birra, come ha strumentalmente sottolineato il giornale, ma è costata la vita ad un ragazzo innocente”.

Qual è il suo timore, presidente Pallotti?

La legge sull’omicidio stradale, approvata nel marzo scorso dopo anni di battaglie, di lutti e di lacrime, dà fastidio a troppe persone per cui temo che le lobby colpite da questa legge comincino ad organizzarsi, anche con la disinformazione. Riaffermo un concetto sacrosanto: chi è alla guida ed uccide deve pagare.

Come hanno reagito le categorie professionali coinvolte dalla legge?

Le Camere penali organizzano convegni in continuazione per confrontarsi sulle nuove procedure ed io, quando posso, partecipo ai loro lavori per portare la nostra posizione.
Ripeto loro che non vogliamo annullare l’esistenza di chi commette un omicidio stradale, ma chiediamo semplicemente giustizia.
Periodicamente incontro i rappresentanti dei camionisti, per esempio, terrorizzati dal cosiddetto ergastolo della patente: d’accordo, ma devono sapere che una manovra azzardata è giusto che costi loro una sanzione se provoca una morte.
Quindi accettino la scatola nera, le telecamere a bordo e tutti gli strumenti di garanzia, per loro e gli altri.
Inoltre va innalzata la difficoltà e la qualità degli esami, non è mica detto che tutti siano in grado di conseguire la patente. Fortunatamente le cose stanno cambiando.

In che senso?

Entro il 2017 saranno celebrati i primi veri processi per il reato di omicidio stradale, le procure indagheranno ed i responsabili saranno giudicati in un’aula di tribunale.
Prima le vicende si chiudevano nel 99% dei casi con dei patteggiamenti.
Adesso, come ha spiegato il pm di Vicenza Hans Blattner (http://goo.gl/fJuy6F),
ogni tribunale dovrà necessariamente dotarsi di sezioni speciali.

E di questo, le lobby che hanno avversato la legge dovranno finalmente tenerne conto.

FONTE: http://goo.gl/oii1ae

SOSTENIAMO LA PROPOSTA DI LEGGE DEL DEPUTATO MINNUCCI PER L'"ISTITUZIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLA STRADA"! SCRIVIAMO AI DEPUTATI PER INVITARLI A SOTTOSCRIVERLA!

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SOSTENIAMO LA PROPOSTA DI LEGGE DEL DEPUTATO MINNUCCI PER L'"ISTITUZIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLA STRADA"!

SCRIVIAMO AI DEPUTATI PER INVITARLI A SOTTOSCRIVERLA!

 

Il deputato Emiliano MINNUCCI (http://goo.gl/DR7qyu)

ha presentato, il 17 maggio 2016,

una proposta di legge (http://goo.gl/4iHCdV) per l'"Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada" (3837).

Già il 5 agosto 2015 il deputato MINNUCCI aveva depositato una mozione volta ad impegnare il Governo a riconoscere ufficialmente la terza domenica di novembre come giornata mondiale in memoria delle vittime della strada (http://goo.gl/XXgWh5).

Come Emiliano MINNUCCI ricorda nella relazione a corredo della propria proposta di legge,

"questa giornata è dedicata a ricordare i milioni di persone uccise o ferite sulle strade, le loro famiglie e le comunità, e al contempo a rendere omaggio ai componenti delle squadre di emergenza, agli operatori di polizia e ai sanitari che quotidianamente si occupano delle conseguenze traumatiche della morte e delle lesioni sulla strada".

È importante che la proposta di legge venga sottoscritta da quanti più deputati possibile.

Sosteniamo la proposta di legge scrivendo a quanti più deputati possibile, in primis quelli eletti nella nostra circoscrizione, per invitarli a sottoscriverla!

PER COMODITÀ, ecco le email dei presidenti dei gruppi parlamentari: http://goo.gl/T08XfH

P.S.

Riporto l'email che personalmente scriverò ai deputati.

Se piace, può essere naturalmente usata come schema.

Claudio Martino

«Gentile deputato,

il Suo collega Emiliano MINNUCCI ha presentato una proposta di legge (la 3837), dal titolo "Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada" (http://goo.gl/kVqzaJ).

La sua approvazione sarebbe molto importante per tutti i cittadini italiani, in particolare per quanti, ogni giorno, sulle nostre strade, subiscono, come vittime dirette o familiari di vittime, le conseguenze di tragici incidenti.

Ci sono dei beni di interesse generale, come la tutela della vita e della salute, che stanno al di sopra degli interessi di partito.

Le chiedo, pertanto, cortesemente,

di aderire e far aderire quanti più Suoi colleghi deputati possibile alla proposta di legge del deputato Minnucci.

Distinti saluti.

Claudio Martino,

responsabile Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS) per Roma-San Giovanni

e presidente dell'Associazione unitaria familiari e vittime onlus (AUFV)»