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Udienza della Cassazione su un caso di omicidio stradale (11 marzo 2015, ore 10) / L’UISS a fianco dei familiari dei quattro giovani francesi uccisi da Ilir Beti

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Udienza della Cassazione su un caso di omicidio stradale (11 marzo 2015, ore 10) / L’UISS a fianco dei familiari dei quattro giovani francesi uccisi da Ilir Beti / http://goo.gl/DLYiCA

Per mercoledì 11 marzo 2015 è prevista un’importante udienza della Corte di Cassazione.

Ilir Beti, il pirata della strada che, il 13 agosto del 2011, uccise in provincia di Alessandria quattro giovani francesi e ne ferì gravemente un quinto (http://goo.gl/r2RS7V), ha, infatti, presentato ricorso alla Corte Suprema.

Non conosciamo i termini tecnici del ricorso, ma supponiamo che, almeno in parte, concernano la natura del crimine perpetrato, se cioè si tratti di omicidio colposo o di omicidio volontario con dolo eventuale.

I giudici che, finora, nei vari gradi di giudizio, hanno esaminato il caso, si sono espressi chiaramente senza dubbi: Ilir Beti, quella notte sull’autostrada A26, era ben consapevole di essere ubriaco e di star guidando contromano ad una velocità ben al di sopra di quella consentita;gli estremi per una condanna per omicidio volontario con dolo eventuale, a nostro avviso, ci sono tutti.

Il nostro timore, tuttavia, è che, in presenza di una legislazione non del tutto chiara e – principalmente – di legislatori “timidi” nell’approvare la nuova fattispecie di omicidio stradale (o perlomeno nell’appesantire le pene),

il nostro timore, dicevamo, è che, magari per qualche cavillo tecnico, la posizione dell’omicida Ilir Beti venga alleggerita e la sua pena ridotta, com’è successo, tanto per fare un esempio, nel caso Stefano Lucidi (http://goo.gl/lfkNaS).

La mattina dell’11 marzo 2015, alle 10, saremo lì, davanti alla Cassazione, per manifestare la nostra solidarietà agli amici francesi e per sollecitare i nostri parlamentari ad adottare, senza indugi, le misure promesse dal nostro premier Matteo Renzi, in primis l'”omicidio stradale” e l'”ergastolo della patente“.

16 febbraio 2015

 

Firme di associazioni aderenti all'Unione italiana per la sicurezza stradale (UISS)

 - AGUVS (Associazione gruppi uniti… tutela e giustizia per le vittime della strada-onlus), presidente Maurizio BISANTI

- AIFVS (Associazione italiana familiari e vittime della strada-onlus), presidente Alberto PALLOTTI

 - AMCVS (Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada-onlus), presidente Silvana TAVOLETTA

 - Associazione Marco Pietrobono-onlus, presidente Simonetta PIEZZO

-  Associazione Matteo La Nasa, presidente Croce CASTIGLIA

- Associazione Roberto Cocco per la sicurezza stradale, presidente Franco COCCO

 - Associazione sociale e culturale L’INCONTRO di Roccarainola in memoria di Francesco Pignatiello, presidente Aniello MIELE

- Associazione Valore Donna, presidente Valentina PAPPACENA

- Associazione vittime della strada A16 – Uniti per la vita, presidente Giuseppe BRUNO

- L’ITALIA VERA, presidente Barbara BENEDETTELLI

 

NON ADERENTI ALL’UISS CHE SOTTOSCRIVONO IL COMUNICATO:

– Associazione Flavio Arconzo – vittime della strada e della giustizia, presidente Katia SCHIAVONE

– Associazione “I bambini di Flami&Ale”, vicepresidente Teresa CHIRONI GIORDANI

- per il Blog/gruppo facebook “AUTOMOBILISTA RESPONSABILE”, Alfredo GIORDANI

 

 

 Audience de la Cour de Cassation sur un cas de meurtre routier (11 Mars 2015, 10 heures) / La UISS aux côtés des familles des quatre jeunes Français tués par Ilir Beti / traduction de Claudio Martino ( AIFVS – onlus )

 

Pour le mercredi 11 Mars 2015 est prévue une audience importante de la Cour de Cassation.

 Ilir Beti, le chauffard qui, le 13 Août 2011, tua dans la province d’Alessandria (Italie) quatre jeunes français et blessa gravement un cinquième (http://goo.gl/r2RS7V), a, en effet, fait appel à la Cour Suprême.

 Nous ne connaissons pas les termes techniques de l’appel, mais nous supposons que, au moins en partie, concernent la nature du crime commis, c’est-à-dire s’il agisse d’homicide involontarie coupable ou volontaire avec “dolo eventuale” (le coupable connaissait bien les conséquences négatives possibles de ses actions, ndt).

 Les juges qui, jusqu’à présent, dans les différents niveaux de jugement, ont examiné le cas, se sont exprimés clairement et sans aucun doute: Ilir Beti, ce soir-là, sur l’autoroute A26, était bien conscient d’être en état d’ébriété et il comprenait parfaitement qu’il était en train de conduire à contresens, à une vitesse bien supérieure à celle autorisée; il y a, à notre avis, tous les motifs pour une déclaration de culpabilité pour homicide volontaire avec “dolo eventuale”.

 Nous craignons, cependant, que, en présence d’une loi pas entièrement claire et – surtout – de législateurs “timides” dans l’approbation du nouveau crime de “meurtre routier” (ou, au moins, dans l’aggravation des condamnations),

 nous craignons, on disait, que, peut-être pour quelques technicités, la position du meurtrier Ilir Beti soit allégée et sa peine réduite, comme c’est arrivé, à titre d’exemple, dans le cas Stefano Lucidi(http://goo.gl/lfkNaS).

 Dans la matinée du 11 Mars 2015, à 10 h, nous serons là, devant la Cour de Cassation, pour exprimer notre solidarité aux amis français et exhorter nos députés à adopter, sans délai, les mesures promises par notre Premier Ministre Matteo Renzi, tout d’abord le “meurtre routier” et la “perte permanente du permis de conduire”.

 Le 16 février 2015

 

 

Hearing of the Supreme Court of Cassazione on a road murder case (March 11, 2015, 10 am) / The UISS alongside the families of the four young frenchmen killed by Ilir Beti / translation by Claudio Martino ( AIFVS – onlus )

For Wednesday, March 11, 2015, is expected an important hearing of the Court of Cassazione.

Ilir Beti, the hit-and-run driver that, on 13 August 2011, killed in the province of Alessandria (Italy) four young french people and injured severely a fifth one (http://goo.gl/r2RS7V), has, in fact, appealed to the Supreme Court.

We don’t know the technical terms of the appeal, but we assume that, at least in part, relate to the nature of the crime committed, i.e. whether it is manslaughter or murder with intent with “dolo eventuale” (“dolo eventuale” means that the killer was aware of the possible negative consequences of his acts, translator’s note).

The judges who, so far, in the various levels of courts, have examined the case, expressed themselves clearly and without doubt: Ilir Beti, that night on the highway A26, was well aware of being drunk and he understood perfectly that he was driving on the wrong side at a speed well in excess of that permitted; grounds for a conviction for murder with indirect intent with “dolo eventuale”, in our opinion, are all there.

Our fear, however, is that, in presence of a legislation not entirely clear and – mainly – of legislators “timid” in approving the new crime of “road murder” (or, at least, in aggravating the penalties),

our fear, we said, is that, perhaps for some technicalities, the position of the murderer Ilir Beti be lightened and his sentence reduced, as it happened, just as an example, in the case Stefano Lucidi (http://goo.gl/lfkNaS).

On the morning of 11 March 2015, at 10 am, we’ll be there, in front of the Supreme Court, to express our solidarity to french friends and to urge our members of Parliament to adopt, without delay, the measures promised by our Prime Minister Matteo Renzi, first of all the ‘‘road murder” and the ‘‘life imprisonment of driver’s license“.

 February 16, 2015  

IN VISTA del ricorso in Cassazione dell'omicida / L'AIFVS esprime solidarietà ai familiari dei quattro giovani francesi uccisi, il 13 agosto 2011, dal pirata della strada ILIR BETI / comunicato del presidente nazionale Alberto PALLOTTI / 31 gennaio 2015

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IN VISTA del ricorso in Cassazione dell'omicida / L'AIFVS esprime solidarietà ai familiari dei quattro giovani francesi uccisi, il 13 agosto 2011, dal pirata della strada ILIR BETI / comunicato del presidente nazionale Alberto PALLOTTI / 31 gennaio 2015

Il 13 agosto del 2011, Ilir BETI, in stato di ubriachezza (1,5 g/l) e dopo aver guidato contromano per 30 chilometri, alla velocità di 150 km/h (velocità massima consentita 110 km/h) investì un veicolo ed uccise i suoi occupanti, i giovani francesi Elsa Deslien, Vincent Lorin, Julien Raymond et Audrey Reynard (http://goo.gl/xq1yA0).
In primo grado, Ilir BETI è stato condannato a 21 anni e mezzo di carcere e la pena è stata confermata dalla corte d'appello il 20 giugno 2013.
I familiari delle giovani vittime si erano illusi, con una conferma della condanna così decisa, che il loro incubo, almeno per l'aspetto giudiziario, avesse avuto termine... invece, l'uccisore dei loro cari ha fatto ricorso in Cassazione, che si occuperà della vicenda il prossimo 11 marzo 2015 (ore 10).
Senza entrare nei dettagli tecnico-giuridici del ricorso, che non conosciamo, come Associazione italiana familiari e vittime della strada-onlus (AIFVS), vogliamo, innanzi tutto, esprimere la nostra solidarietà agli amici francesi che, come noi, si battono per la verità e la giustizia per i loro cari e tutte le vittime della strada.
Esprimiamo il nostro auspicio che Ilir BETI, per qualche cavillo legale, non riesca ad evitare o ad attenuare la pena inflittagli.
Lanciamo un appello ai nostri legislatori, ora che finalmente si è chiusa la parentesi dell'elezione del Presidente della Repubblica, affinché si proceda velocemente all'approvazione delle nuove leggi in tema di sicurezza stradale promesse dal Governo Renzi, in primis quelle sull'"omicidio stradale" e sull'"ergastolo della patente".

Alberto Pallotti, presidente nazionale dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada - onlus (AIFVS)


TRADUZIONE FRANCESE

EN VUE du pourvoi en Cassation par l'homicide / L'AIFVS exprime sa solidarité aux familles des quatre jeunes français tués, le 13 Août 2011, par le chauffard ILIR BETI / par Alberto PALLOTTI, président national de l'AIFVS-onlus / 31.01.2015

Le 13 Août 2011, Ilir BETI, en état d'ivresse (1,5 g/l) et après avoir conduit sa voiture à contresens pour 30 km, à une vitesse de 150 km/h (vitesse maximale admissible 110 km/h), frappa une voiture et tua ses occupants, les jeunes français Elsa Deslien, Vincent Lorin, Julien Raymond et Audrey Reynard (http://goo.gl/xq1yA0).

En première instance, Ilir BETI a été condamné à 21 ans et demi de prison et la peine a été confirmée par la cour d'appel le 20 Juin 2013.

Les familiaux des jeunes victimes avaient cru, avec une confirmation de la condamnation si forte, que leur cauchemar, au moins pour l'aspect judiciaire, eût terminé... au lieu de cela, le tueur de leurs proches a fait appel à la Cassation, qui va prendre soin de la question le prochain 11 Mars 2015 (10 heures).

Sans entrer dans les détails techniques et juridiques de l'appel, que nous ne connaissons pas, l'Association national familiaux et victimes de la route (AIFVS) veut, tout d'abord, exprimer sa solidarité aux amis français qui, comme nous, luttent pour la vérité et la justice pour leurs proches et pour toutes les victimes de la route.

Nous exprimons notre espoir que Ilir BETI, pour une subtilité juridique, ne réussisse pas à éviter ou diminuer sa peine.

Nous lançons un appel à nos législateurs, maintenant que finalement la parenthèse de l'élection du Président de la République a été fermée, afin qu'on puisse accélérer l'approbation des nouvelles lois sur le sujet de la sécurité routière promises par le Gouvernement Renzi, principalement celles sur le "meurtre routier" et sur la "perte permanente du permis de conduire".

Alberto Pallotti, président national de l'AIFVS-ONLUS

L’UISS ALLARMATA PER VOCI SU DEPENALIZZAZIONE DELL’OMISSIONE DI SOCCORSO / 3 gennaio 2015

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L’UISS ALLARMATA PER VOCI SU DEPENALIZZAZIONE DELL’OMISSIONE DI SOCCORSO / 3 gennaio 2015

Le associazioni aderenti all’Unione italiana per la sicurezza stradale (UISS) sono allarmate per le incredibili voci, secondo le quali il Governo Renzi avrebbe emanato – o starebbe per emanare – un decreto legislativo, attuativo della legge delega n.67 del 2014 (http://goo.gl/8OTAiT), che depenalizzerebbe il reato di omissione di soccorso.
Tali voci sono ritenute incredibili, in quanto un eventuale provvedimento di tal fatta contrasterebbe, nella maniera più assoluta, con quanto detto e scritto, innumerevoli volte, dal Presidente del Consiglio, sin dall’inizio del suo mandato.
È impossibile dimenticare, infatti, che egli è stato il primo presidente del Consiglio che ha trattato il tema dell’incidentalità stradale nel suo primo discorso alle Camere. Così come sarebbe lungo elencare tutte le volte in cui ha ribadito che l’introduzione del nuovo reato di “omicidio stradale” è un punto fermo del suo programma di governo.
L’UISS è certa che si tratta di voci infondate, anche perché una norma che depenalizzasse l’omissione di soccorso sarebbe in forte contrasto con quanto, invece, stabilito dal Parlamento, che ha dato indicazione al Governo di “trasformare in illeciti amministrativi tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda”… quando, invece, per l’omissione di soccorso, sia nell’art.593 del codice penale (http://goo.gl/4kn3EY), sia nell’art.189 del codice della strada (http://goo.gl/I7LcC3), non è prevista “la sola pena della multa o dell’ammenda”, bensì anche, per alcuni casi, “la reclusione”.
L’UISS, inoltre, in relazione al decreto legislativo recante “Disposizioni in materia di non punibilità, ecc.” (http://goo.gl/Tb6smF), AUSPICA che i reati commessi in violazione del codice della strada vengano esplicitamente esclusi dall’elenco dei reati per i quali il giudice può stabilire la “non punibilità”.

FIRMATO:

ASSOCIAZIONI ADERENTI ALL’UISS (Unione italiana per la sicurezza stradale) che firmano il comunicato:

- AEFVS (Associazione europea familiari e vittime della strada-onlus), presidente Lilia GAVIANI DELLAMORE

- AGUVS (Associazione gruppi uniti… tutela e giustizia per le vittime della strada-onlus), presidente Maurizio BISANTI

- AIFVS (Associazione italiana familiari e vittime della strada-onlus), presidente Alberto PALLOTTI

- AMCVS (Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada-onlus), portavoce e segretario Biagio CIARAMELLA

- Associazione Giustizia x gli angeli, presidente Annalaura ORIGO

- Associazione Marco Pietrobono-onlus, presidente Simonetta PIEZZO

- Associazione Matteo La Nasa, presidente Croce CASTIGLIA

- Associazione Roberto Cocco per la sicurezza stradale, presidente Franco COCCO

- Associazione sociale e culturale L’INCONTRO di Roccarainola in memoria di Francesco Pignatiello, presidente Aniello MIELE

- Associazione Valore Donna, presidente Valentina PAPPACENA

- Associazione vittime della strada A16 – Uniti per la vita, presidente Giuseppe BRUNO

- L’ITALIA VERA, presidente Barbara BENEDETTELLI

NON ADERENTI ALL’UISS CHE SOTTOSCRIVONO IL COMUNICATO:

- Associazione Flavio Arconzo – vittime della strada e della giustizia, presidente Katia SCHIAVONE

- Associazione Lorenzo Guarnieri, presidente Stefania GUARNIERI

- per il Blog/gruppo facebook “AUTOMOBILISTA RESPONSABILE”, Alfredo GIORDANI

THE UISS ALARMED FOR RUMOURS ABOUT THE HIT-AND-RUN’S DECRIMINALIZATION / translation by Claudio Martino ( AIFVS )

The Italian Union of associations for road safety (UISS) is alarmed by the incredible rumours, according to which the Renzi Government would have enacted – or would be to enact – a legislative decree, implementing the enabling act of 2014 n.67 (http://goo.gl/8OTAiT), that would decriminalize the hit-and-run’s offence.
These rumours are considered incredible, because a measure of this kind would be in sharp contrast to what has been said and written many times, by the Prime Minister, from the beginning of his assignment.
It is impossible to forget, in fact, that he has been the first Italian Prime Minister who has spoken of road accidents in his first speech to the Houses. And it would be long to list all the times in which he has declared that the introduction of the new crime of “road murder” is a cornerstone of his government program.
The UISS is certain that these are unfounded rumours, because a rule which decriminalized the hit-and-run would be in sharp contrast to what, on the contrary, has been established by Parliament, which has given an indication to the Government to “turn into administrative offences all the offences for which there is, as penalty, only a fine”… while, in fact, for the hit-and-run, both in the article 593 of the Italian Criminal Code (http://goo.gl/4kn3EY), and in the article 189 of the Italian Road Code (http://goo.gl/3iCr7p), there isn’t “the only penalty of fine”, but also, in some cases, “of imprisonment”.
The UISS, also, in relation to the legislative decree on “Measures in the field of non-punishment, etc.” (http://goo.gl/Tb6smF), HOPES that the crimes committed in violation of the road rules will be explicitly excluded from the list of offences for which the court may determine the “non-punishability”.

L’UISS ALARMÉE POUR LES RUMEURS SUR LA DÉPÉNALISATION DU DÉLIT DE FUITE / traduction de Claudio Martino ( AIFVS )

Les associations membres de l’Union italienne de la sécurité routière (UISS) sont alarmées par les rumeurs incroyables, selon lesquelles le Gouvernement Renzi aurait émis – ou irait émettre – un décret législatif, en exécution de la loi d’habilitation 67 de 2014 (http://goo.gl/8OTAiT), qui dépénaliserait le délit de fuite.
Ces rumeurs sont considérées incroyables, puisque une mesure de ce genre contrasterait totalement avec ce qui a été dit et écrit, plusieurs fois, par le Premier ministre, depuis le début de son mandat.
Il est impossible d’oublier, en effet, qu’il a été le premier Chef de Gouvernement italien qui a traité de la question des accidents de la route dans son premier discours devant les deux Chambres. Et il faudrait beaucoup de temps pour lister toutes les fois dans lesquelles il a réitéré que l’introduction du nouveau crime de “meurtre routier” est un fondement de son programme de gouvernement.
L’UISS est certaine que ce sont des rumeurs infondées, parce qu’une règle dépénalisant le délit de fuite serait contraire à ce que le Parlement italien a établi, en donnant l’indication au Gouvernement de “transformer en infractions administratives toutes les infractions pour lesquelles il n’y a que la peine d’amende”… quand, au contraire, pour le délit de fuite, soit dans l’article 593 du Code criminel (http://goo.gl/4kn3EY), soit dans l’article 189 du Code de la route (http://goo.gl/luu2J4), on n’a pas prévu “la seule peine d’amende”, mais aussi, dans certains cas, “la prison”.
L’UISS, également, en relation avec le décret législatif sur “Les mesures dans le domaine de non punissabilité, et cetera” (Http://goo.gl/Tb6smF), espère que les crimes commis en violation du Code de la route soient explicitement exclus de la liste des infractions pour lesquelles le tribunal peut décider la “non punissabilité”.