CONDOLÉANCES DU PRÉSIDENT AIFVS ALBERTO PALLOTTI POUR LES VICTIMES DU BUS D'ÉTUDIANTS ET ENSEIGNANTS HONGROIS / 22.01.2017

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CONDOLÉANCES DU PRÉSIDENT AIFVS ALBERTO PALLOTTI POUR LES VICTIMES DU BUS D'ÉTUDIANTS ET ENSEIGNANTS HONGROIS / 22.01.2017

A:
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Chers étudiants et enseignants du Szinyei Merse Pál Gimnázium de Budapest,
je tiens à exprimer à vous tous et aux familles des victimes du terrible accident de la route arrivé en Italie,
la douleur des victimes de la route italiennes et de leurs familles.

En tant que président de l'association de victimes de la route AIFVS-sans but lucratif, j'ai publié une déclaration officielle: https://goo.gl/LAV3G8.

S'il vous plaît, contactez-moi (je vis dans la ville de Vérone) et à mon association si vous avez besoin d'aide.
Je vous embrasse.
Alberto Pallotti

Alberto Pallotti. Presidente Nazionale Aifvs Onlus. Tel. Cell. 392.1881975 Fax: 045.4853622 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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CONDOGLIANZE DEL PRESIDENTE AIFVS ALBERTO PALLOTTI PER LE VITTIME DEL BUS DI STUDENTI ED INSEGNANTI UNGHERESI / 22.01.2017

Cari studenti ed insegnanti del Szinyei Merse Pál Gimnázium di Budapest,
esprimo a tutti voi ed ai familiari delle vittime dello spaventoso incidente stradale verificatosi in Italia,
il dolore delle vittime della strada italiane e dei loro familiari.
Come presidente dell'associazione di vittime della strada AIFVS-onlus, ho emanato un comunicato ufficiale: https://goo.gl/LAV3G8.

Vi prego di rivolgervi a me (abito nella città di Verona) ed alla mia associazione se doveste avere bisogno di aiuto.

Un abbraccio.
Alberto Pallotti

Alberto Pallotti. Presidente Nazionale Aifvs Onlus. Tel. Cell. 392.1881975 Fax: 045.4853622 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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CONDOLENCES OF THE PRESIDENT AIFVS ALBERTO PALLOTTI FOR THE VICTIMS OF THE BUS OF HUNGARIAN STUDENTS AND TEACHERS / 22.01.2017

A:
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Verona, 22.01.2017

Dear students and teachers of the Szinyei Merse Pál Gimnázium of Budapest,
I express to all you and to the families of the victims of the terrible road accident occurred in Italy,
the pain of the Italian road accident victims and of their families.

As president of the road victims non-profit association AIFVS, I issued an official statement: https://goo.gl/LAV3G8.

Please, contact me (I live in Verona) and my association if you need help.
A warm greeting.

Alberto Pallotti

Alberto Pallotti. Presidente Nazionale Aifvs Onlus. Tel. Cell. 392.1881975 Fax: 045.4853622 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CONDOLENCES OF THE PRESIDENT AIFVS ALBERTO PALLOTTI FOR THE VICTIMS OF THE BUS OF HUNGARIAN STUDENTS AND TEACHERS / 22.01.2017

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Verona, 22.01.2017

Dear students and teachers of the Szinyei Merse Pál Gimnázium of Budapest,
I express to all you and to the families of the victims of the terrible road accident occurred in Italy,
the pain of the Italian road accident victims and of their families.

As president of the road victims non-profit association AIFVS, I issued an official statement: https://goo.gl/LAV3G8.

Please, contact me (I live in Verona) and my association if you need help.
A warm greeting.

Alberto Pallotti

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CONDOLÉANCES DU PRÉSIDENT AIFVS ALBERTO PALLOTTI POUR LES VICTIMES DU BUS D'ÉTUDIANTS ET ENSEIGNANTS HONGROIS / 22.01.2017

Chers étudiants et enseignants du Szinyei Merse Pál Gimnázium de Budapest,
je tiens à exprimer à vous tous et aux familles des victimes du terrible accident de la route arrivé en Italie,
la douleur des victimes de la route italiennes et de leurs familles.

En tant que président de l'association de victimes de la route AIFVS-sans but lucratif, j'ai publié une déclaration officielle: https://goo.gl/LAV3G8.

S'il vous plaît, contactez-moi (je vis dans la ville de Vérone) et à mon association si vous avez besoin d'aide.
Je vous embrasse.
Alberto Pallotti

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CONDOGLIANZE DEL PRESIDENTE AIFVS ALBERTO PALLOTTI PER LE VITTIME DEL BUS DI STUDENTI ED INSEGNANTI UNGHERESI / 22.01.2017

Cari studenti ed insegnanti del Szinyei Merse Pál Gimnázium di Budapest,
esprimo a tutti voi ed ai familiari delle vittime dello spaventoso incidente stradale verificatosi in Italia,
il dolore delle vittime della strada italiane e dei loro familiari.
Come presidente dell'associazione di vittime della strada AIFVS-onlus, ho emanato un comunicato ufficiale: https://goo.gl/LAV3G8.

Vi prego di rivolgervi a me (abito nella città di Verona) ed alla mia associazione se doveste avere bisogno di aiuto.

Un abbraccio.
Alberto Pallotti

Alberto Pallotti. Presidente Nazionale Aifvs Onlus. Tel. Cell. 392.1881975 Fax: 045.4853622 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Verona (ITALIA) / Strage di ragazzi ungheresi, una tragedia che poteva essere evitata / Comunicato di Alberto PALLOTTI, presidente nazionale dell'AIFVS-onlus / 22.01.2017

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Verona (ITALIA) / Strage di ragazzi ungheresi, una tragedia che poteva essere evitata / Comunicato di Alberto PALLOTTI, presidente nazionale dell'AIFVS-onlus / 22.01.2017

Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - Onlus
www.vittimestrada.eu

Verona, 22 gennaio 2017

OGGETTO: Strage di ragazzi ungheresi, una tragedia che poteva essere evitata.

Ieri c'eravamo anche noi, appena abbiamo saputo quello che era successo siamo andati a cercare di portare conforto e sostegno alle vittime. Le scene che ci si sono presentate sono state apocalittiche. I ragazzi erano sconvolti, feriti, scalzi, in lacrime, inconsolabili.

Le famiglie arrivavano in triste processione a cercare i loro figli feriti o peggio deceduti. Corpi carbonizzati, fiamme altissime, urla disperate, le scene raccontate dai soccorritori sono spaventose. Servirà molto tempo per metabolizzare questa immane tragedia, forse non ce la faremo mai. La peggiore strage stradale della storia di Verona.

Una tragedia che poteva essere evitata.

E lo dico fermamente, considerato che sarebbe bastato un sistema di ritenzione adeguato per evitare che il bus si schiantasse contro il pilone.
Siamo stati sul posto, a vedere lo stato dei luoghi, abbiamo fotografato la scena e analizzato bene tutta la normativa (https://goo.gl/IA6dzl).

A cosa servono i guardrail se non ci proteggono?
Il decreto ministeriale n. 2367 del 21.06.2004 (https://goo.gl/jAIYCx) parla chiaro.

In particolare, l'art. 2 delle istruzioni tecniche allegate al decreto così recita:
"Art. 2 - Finalità dei dispositivi di ritenuta nelle costruzioni stradali
Le barriere di sicurezza stradale e gli altri dispositivi di ritenuta sono posti in opera essenzialmente al fine di realizzare per gli utenti della strada e per gli esterni eventualmente presenti, accettabili condizioni di sicurezza in rapporto alla configurazione della strada, garantendo, entro certi limiti, il contenimento dei veicoli che dovessero tendere alla fuoriuscita dalla carreggiata stradale.
Le barriere di sicurezza stradale e gli altri dispositivi di ritenuta devono quindi essere idonei ad assorbire parte dell’energia di cui è dotato il veicolo in movimento, limitando contemporaneamente gli effetti d’urto sui passeggeri."

Quindi, entro limiti accettabili il contenimento dei veicoli che dovessero fuoriuscire dalla
carreggiata stradale deve essere assicurato.

E poi parlano di fattori di protezione. Semplificando per le autostrade, con traffico di tipo III cioè il massimo previsto (veicoli medi giornalieri e massa consentita maggiore ai 35 quintali), si prevede una barriera laterale di tipo H3-H4 a seconda della scelta del progettista e la barriera deve avere un fattore di attenuazione P3 che significa il massimo potere di assorbimento e riduzione della velocità, in questo caso l’attenuatore doveva avere potere “redirettivo”.

Da un nostro sopralluogo, abbiamo potuto constatare che le barriere che erano istallate prima dell'incidente e anche quelle che hanno ricostruito ieri sono completamente inadeguate per tenere l'urto con un mezzo pesante lanciato alla velocità massima consentita.

Potremo stare qui a discutere anni su cosa significhi questa tabella, e come deve essere applicata, e accadrà certamente in un'aula di tribunale. Perché, ieri, nelle ipotesi di reato, non ho sentito ancora nessuno parlare di carenza infrastrutturale, ma se non dovesse emergere dall’inchiesta, allora la proporremo noi come associazione con i nostri periti.

I casi sono 2:
O le barriere non erano a norma e il progettista ha scelto non correttamente i sistemi di ritenzione adeguati oppure la norma è sbagliata, e ha responsabilità chi l'ha scritta.

Non ci sono altre possibilità, sono morti 16 ragazzi, una strage assurda quanto evitabile.
Si cercherà di puntare il dito contro l'autista, la velocità, il colpo di sonno, l'incendio o le cattive condizioni del mezzo.

E ci si dimenticherà probabilmente che qualche testimone ha riferito che l’autobus aveva dei problemi già da diversi chilometri. Chi parla di sbandamento dovuto ad una ruota, chi parla di fumo che fuoriusciva dal veicolo già prima dello scontro. È difficile quindi ipotizzare che l’autobus fosse lanciato ad una velocità folle, tale da impedire a qualsiasi sistema di ritenzione di assorbire quel genere di urto.

E dobbiamo rilevare che in questo caso il guardrail, paradossalmente, ha trattenuto il mezzo pesante per una ventina di metri per poi spaccarsi, incanalandolo proprio contro il pilone del viadotto. Di conseguenza, in questo caso il guardrail ha avuto la funzione di indirizzarli in un vicolo cieco senza uscita, diventando per loro il binario della morte.

E c’è anche da rilevare che gli adeguati sistemi di ritenzione non prevedono minimamente la protezione del traffico cosiddetto leggero a due ruote. Se un motociclista per esempio cadesse e finisse contro il guardrail non avrebbe scampo. Lo abbiamo detto decine, centinaia di volte, l’hanno detto e scritto dovunque, eppure la situazione non cambia mai.

Ad Avellino, attualmente è in corso un processo per la morte di 40 persone cadute con un autobus da un cavalcavia, la strage dell’A16, per il cedimento di un jersey inadeguato a sostenere il peso di un autobus. Sono passati anni, la verità deve emergere, stiamo assistendo ad un rimbalzo di responsabilità, si va verso la prescrizione per molti dei capi di imputazione.

Pensate forse che per questo incidente sarà diverso?

Qui abbiamo l'opportunità, rara, di cambiare le cose, perché ricordo che sulle autostrade ogni pilone di cavalcavia è protetto da guardrail stuzzicadenti in confronto al traffico pesante. E anche quello che hanno ricostruito ieri, nel punto della tragedia, è uguale al precedente, pronto per essere abbattuto da un altro autobus. Come da foto allegate (https://goo.gl/1sFMyY).

Senza contare che le piazzole di soste di emergenza, di notte, sono prese d'assalto da mezzi pesanti i cui conducenti dormono diverse ore. La piazzola di sosta di emergenza è stata realizzata per altri scopi, e rappresenta anche una via di fuga in caso di fuoriuscita. Se l'autobus ungherese fosse finito a tamponare un camion fermo sarebbe finita in modo analogo. Che fine hanno fatto le nostre segnalazioni, i nostri rilievi? Perché nessuno interviene?

Ieri abbiamo purtroppo dovuto aggiungere alla lista delle tragedie infinite altri ragazzi innocenti e nel fiore dei loro anni, ma non ci stiamo a liquidare questi eventi come inevitabili oppure a dare le colpe sempre ai soliti noti.

Esistono precise responsabilità anche di chi ha il dovere di proteggerci. Le autostrade sono a pagamento, e hanno utili consistenti. Che li reinvestano nella sicurezza, nei controlli di velocità, visto che il tutor non funziona. Lo sapevate che buona parte delle multe fatte con il sistema del tutor vengono annullate poi nei tribunali (https://goo.gl/QyXf20)?

L’associazione esprime cordoglio e si stringe accanto ai familiari dei superstiti e dei deceduti, annunciando che saremo al loro fianco per chiedere giustizia e chiedere a gran voce che simili tragedie non si ripresentino più.
Alberto Pallotti, presidente AIFVS-onlus

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Alberto Pallotti. Presidente Nazionale Aifvs Onlus. Tel. Cell. 392.1881975 Fax: 045.4853622 Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Avellino / Morte Valerio Castiello: no a patteggiamento, rinvio a giudizio per il conducente / Biagio Russo / 13 gennaio 2017

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Avellino / Morte Valerio Castiello: no a patteggiamento, rinvio a giudizio per il conducente / Biagio Russo / 13 gennaio 2017

VIDEO ALL'INTERNO DEL SERVIZIO CON INTERVISTE A:
- Alberto PALLOTTI, presidente nazionale dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS);
- Elena RONZULLO, presidente dell'Associazione mamme coraggio e vittime della strada onlus (AMCVS);
- Rosa DI BERNARDO, responsabile sede di Pozzuoli (NA) dell'AMCVS;
- Maria Teresa CAPORASO, madre di Valerio CASTIELLO;
- Alessandro Davide TIROZZI, legale di Maria Teresa Caporaso.


AVELLINO. “Siamo molto soddisfatti perché l’udienza è stata rinviata al prossimo 24 febbraio. Ci sarà la possibilità di continuare la battaglia e di far valere le ragioni dei genitori”.
È con queste parole che l’avvocato del foro di Verona, Alessandro Davide Tirozzi, difesa legale della Dott.ssa Maria Teresa Caporaso, madre di Valerio Castiello, scomparso in un incidente stradale nell’aprile del 2015, si è espresso al termine dell’udienza tenutasi presso il tribunale di Avellino nella mattinata del 12 gennaio 2017.
Un risultato che allontana l’ipotesi del patteggiamento, allungando i tempi di un processo che vede coinvolto il 35enne Fabrizio BOFFA, accusato di omicidio colposo per circolazione stradale in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti.
Valerio Castiello, 27enne studente di economia, perse la vita in uno scontro frontale verificatosi sulla variante di Cervinara (https://goo.gl/g4qowF).

FONTE: https://goo.gl/5IgBEx

Grosseto, Italie / Un article paru dans LA NAZIONE sur la conférence "L'ART RENCONTRE LE SOCIAL", organisée par le mouvement STRADA ALLA VITA (route à la vie) pour le lancement d'un concours d'idées sur l'éducation, la prévention et la culture de la route

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Grosseto, Italie / Un article paru dans LA NAZIONE sur la conférence "L'ART RENCONTRE LE SOCIAL", organisée par le mouvement STRADA ALLA VITA (route à la vie) pour le lancement d'un concours d'idées sur l'éducation, la prévention et la culture de la route / traduction de Claudio Martino, AIFVS AUFV / 22.12.2016 / https://goo.gl/PO2iYP

"Un monument qui sensibilise à la sécurité routière"

Lors de la conférence "L'art rencontre le social" le mouvement "Strada alla vita" a présenté un avis-concours national

21 décembre 2016 / Chronique de Grosseto

DANS LA PHOTO: Stefano Galgani et Clelia Formiconi à la manifestation des victimes d'accidents de la route

Grosseto, le 22 Décembre, 2016 - "Associer à travers les merveilles de l'art pour ouvrir des espaces de réflexion et comprendre le sens de la vie."

Ceci est le but ultime de la conférence d'hier "L'art rencontre le social" et du résultant avis national "La culture de la route" promus par le Mouvement "Stradallavita" en collaboration avec l'AUFV-onlus (Association unitaire proches et victimes - organisme sans but lucratif).

On a commencé avec une conférence, tenue hier après-midi dans la salle de conférence de Confartigianato, pour ouvrir les coeurs et les esprits à la beauté de l'art, mais surtout pour comprendre le potentiel des représentations artistiques comme véhicule de messages sociaux qui restent dans la culture et puis dans les comportements de chacun de nous.

Une conférence pour expliquer cette théorie, mais aussi pour présenter la première application pratique: un avis de concours à niveau national pour un monument artistique particulier, inédit, mais surtout communicatif. Et la communication que ce monument devrait fixer dans les comportements individuels est la sécurité routière.

Le mouvement "Stradallavita" est coordonné par Clelia Formiconi, depuis plusieurs années engagée, ainsi que l'AUFV-onlus (Association unitaire proches et victimes), dans la promotion de la sécurité routière.

"Mon but ultime est le désarmement routier - dit Clélia Formiconi - c'est-à-dire rendre les routes à la libre circulation d'un élève de quatrième année de l'école primaire.

Pour faire ça il est nécessaire de promouvoir des politiques de mobilité alternative qui mettent au centre des intérêts en jeu les personnes dans leur dimension humaine".

"Maintenant que, aussi avec l'aide du quotidien LA NAZIONE et de son directeur Pier Francesco De Robertis, nous avons obtenu la loi sur l'homicide routier - a déclaré Claudio Martino -, il faut aller plus loin et créer réellement une culture de la sécurité."

Soit la conférence d'hier, "L'art rencontre le social", soit l'avis du concours national pour le monument sont des initiatives en mémoire de Gabriella Formiconi, qui pendant des années s'est battue sur les questions de sécurité routière après la mort tragique, en 1992, à seulement 22 ans, de son fils Pierpaolo Sarubbi juste dans un accident de voiture.

À la conférence d'hier ont participé, en plus de Clélia Formiconi et Claudio Martino, aussi le vice-maire Luca Agresti, Paola Svetoni, Mauro Papa de la Fondation Grosseto Cultura, David Tammaro président de l'association artistique "Plinio Tammaro" et l'artiste Antonella Giordano.

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"Un monumento che sensibilizzi alla sicurezza stradale"

Durante il convegno "L'arte incontra il sociale" il movimento "Strada alla vita" ha presentato un bando-concorso nazionale

21 dicembre 2016 / Cronaca

Stefano Galgani e Clelia Formiconi al presidio delle vittime degli incidenti stradali

Grosseto, 22 dicembre 2016 - «Aggregare attraverso le meraviglie dell’arte per aprire spazi di riflessione e cogliere il senso della vita». Questo l’obiettivo finale del convegno di ieri «L’arte incontra il sociale» e del conseguente bando nazionale «La cultura della strada» promossi dal Movimento «Stradallavita» in collaborazione con l’Associazione Unitaria Familiari e Vittime onlus.

Si è partiti con un convegno, tenutosi ieri pomeriggio nella sala conferenze di Confartigianato, per aprire i cuori e le menti alla bellezza dell’arte, ma soprattutto per comprendere la potenzialità delle rappresentazioni artistiche come veicolo di messaggi sociali che restino nella cultura, e quindi nei comportamenti di ciascuno di noi.

Un convegno per spiegare questa teoria, ma anche per presentare la prima applicazione pratica: un bando di concorso a livello nazionale per un monumento artistico particolare, inedito, ma soprattutto conunicativo. E la comunicazione che questo monumento dovrebbe fissare nei comportamenti individuali è la sicurezza stradale.

Il movimento «Stradallavita» è coordinato da Clelia Formiconi, da anni impegnata, insieme all’Associazione Unitaria Familiari e Vittime (in acronimo AUFV) nella promozione della sicurezza stradale.

«Il mio obiettivo finale è il disarmo stradale – dice Clelia Formiconi – ovvero rendere le strade alla libera portata di un bambino di quarta elementare. Per far ciò è necessario promuovere politiche di mobilità alternativa che pongano al centro degli interessi in gioco le persone nella loro dimensione umana».

«Ora che anche grazie all’aiuto del quotidiano La Nazione e del suo direttore Pier Francesco De Robertis abbiamo ottenuto la legge sull’omicidio stradale – afferma Claudio Martino – è necessario andare oltre e creare proprio una cultura della sicurezza».

Sia il convegno di ieri «L’arte incontra il sociale», sia il bando di concorso nazionale per il monumento sono iniziative in memoria di Gabriella Formiconi, che per anni si è battuta sui temi della sicurezza stradale dopo la tragica morte, nel 1992, a soli 22 anni, di suo figlio Pierpaolo Sarubbi proprio in un incidente in macchina.

Al convegno di ieri hanno preso parte, oltre a Clelia Formiconi e a Claudio Martino, anche il vice sindaco Luca Agresti, Paola Svetoni, Mauro Papa della Fondazione Grosseto cultura, David Tammaro presidente dell’associazione artistica «Plinio Tammaro» e l’artista Antonella Giordano.

http://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/monumento-vittime-strada-1.2769702