Ucciso Matteo Battaglia da un criminale della strada

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L'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada è vicina al dolore della famiglia di Matteo, la cui vita il 24 agosto è stata spezzata a soli 12 anni davanti al negozio di frutta e verdura della famiglia, sulla SS 106 che conta solo nel 2013 già 20 vittime.
Un criminale della strada, alla guida di un suv Gran Cherokee con targa di prova e quindi non assicurato, senza patente perché ritirata per guida in stato di ebbrezza, ha posto fine alla sua giovane vita. Ha finito la sua folle corsa investendo un'auto e, salendo su di essa, ha ferito gli occupanti.
Pur non essendo ancora chiarita la dinamica del sinistro stradale, gli elementi su indicati esprimono già una pericolosa condotta criminale di grave trasgressione delle norme e di disprezzo della vita altrui: guida senza patente, con suv non assicurato.
L'AIFVS si aspetta, pertanto, che la giustizia non sottovaluti la gravità del reato e già con la legge esistente applichi al massimo la pena prevista per l'omicidio colposo stradale con morte di una persona e ferimento di altri, fino a 15 anni!
Si aspetta, inoltre, che il legislatore accolga le modifiche di legge previste dalla nostra Associazione con incrementi di pena ed annullamento della sospensione condizionale per la colpa grave, e che il Ministro della Giustizia affronti il problema dell'affollamento delle carceri non liberando gli autori dei reati, ma trasformando il sistema carcerario in luogo di lavoro, utile per la rieducazione.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS

Intervista a Presidente fondazione Cianfanelli Maurizio Galli Angeli e alla dott. ssa Giuseppa Cassaniti, Presidente AIFVS.

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Qualunque condotta di guida "criminale" o irresponsabile, che esprime disprezzo e sottovalutazione della vita degli altri e delle regole che garantiscono la sicurezza del traffico e della civile convivenza, deve essere adeguatamente punita....

Non si tratta solo della guida alterata da alcol o droga, responsabile del 30-40% degli incidenti, ma anche e specialmente della guida spericolata o temeraria o irragionevole, che rientra nelle cause del restante 60-70% e che non merita un trattamento di maggior favore, come non lo meritano neanche i reiterati comportamenti omissivi dei gestori delle strade maltenute e pericolose.

Altri paesi europei considerano scelta criminosa accettare un rischio "irragionevole", esporre la vita ad un pericolo derivante dalla violazione di un obbligo specifico di sicurezza o di prudenza imposto per legge. Le decisioni di tali Paesi sono legate ad una cultura che pone in primo piano il rispetto della vita e l'osservanza della norma come valore regolativo della vita sociale.

L'Italia non esprime tali livelli, addirittura nei Tribunali non è ancora chiaro cosa si voglia accertare o dove si voglia andare a parare. E così si consumano udienze per indovinare se chi ha ucciso alla guida con un comportamento irragionevole o spericolato voleva uccidere o voleva solo fare, ad esempio, un sorpasso in curva!

È forte la tentazione di affermare che la giustizia appare spesso tesa a sminuire la responsabilità dell'imputato e la gravità del danno.

Noi italiani dobbiamo fare molto di più. Auspichiamo che i decisori politici, utilizzando il rapporto con la base, diano un forte segnale di cambiamento attraverso leggi che prescindano da tortuose qualificazioni e non giustifichino in alcun modo comportamenti irresponsabili alla guida o nella gestione delle strade.

Riteniamo, pertanto, riduttiva e inadeguata alla realtà di oggi l'ipotesi di reato di omicidio stradale riferito solo alla guida sotto alterazione psicofisica. Piuttosto, ogni ipotesi di guida azzardata, con assunzione irragionevole del rischio, è omicidio stradale e va adeguatamente punito.

La nostra proposta C. 3274, nel modificare l'articolo 589 c.p., prevede la possibilità della sospensione condizionale della pena, ma aggrava la pena per tutti i casi di guida azzardata e pericolosa (compresi i casi di guida in stato di alterazione psicofisica), equipara all'omicidio colposo lo stato di coma irreversibile e restituisce la competenza su lesioni gravi e gravissime al Tribunale anziché al Giudice di Pace.

Sosteniamo la necessità di maturare una cultura diversa nell'uso dei mezzi di trasporto e nell'attenzione agli altri, perché è pericolosa e non più giustificabile neanche la distrazione alla guida, che è tra le maggiori cause di incidenti ed è capace di uccidere come l'alcol e la droga.

Facciamo alla giustizia l'appello di non sottovalutare la gravità del reato, per diventare alleata della prevenzione.

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Al Cometa Off lo shock degli incidenti stradali in chiave grottesca

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Alla rassegna LET, “Liberi Esperimenti Teatrali”, sbarca “Je suis Jesus”, il nuovo spettacolo della compagnia Pop.Opera che ben si addice al nome del teatro che lo ospita, il “Cometa Off”. Il lavoro tratta il tema delle morti sulle strade, e il riferimento religioso è l'espediente simbolico per dichiarare sacra, al pari di Gesù, ognuna delle 13 vittime che ogni giorno funestano le strade del nostro paese.

Lo spettacolo rivela, attraverso la narrazione, la musica, la danza, l'immagine e il linguaggio del cabaret, i risvolti grotteschi di un mondo televisivo e giornalistico che diventano paradossalmente comici quando, nell'ipocrisia più sfacciata, piangono le stragi quotidiane sulle strade, per non parlare dei veri e propri reality a luci rosse costruiti sulle vittime di omicidi e stupri d'ogni tipo. Ma poi tutto diventa spettacolo, e si adotta senza ritegno il dolore altrui come mezzo per fare cassa, senza denunciare le vere cause di natura economica di un sacrificio, quello sulle strade, che in gran parte potremmo risparmiarci. La risata, seppur amara, è su questo mondo di carta, che sfrutta qualsiasi cosa per guadagnare.

Appuntamento alle 22.30 di sabato 29 e domenica 30 gennaio in via Luca della Robbia 47, Roma.