Modena / Organizzazione di un servizio adeguato di assistenza psicologica alle vittime della strada ed ai loro familiari / Lettera alle autorità di Franco PIACENTINI, responsabile locale dell'AIFVS-onlus / 3 dicembre 2017

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Modena / Organizzazione di un servizio adeguato di assistenza psicologica alle vittime della strada ed ai loro familiari / Lettera alle autorità di Franco PIACENTINI, responsabile locale dell'AIFVS-onlus / 3 dicembre 2017

 

Modena, 3 dicembre 2017

 

Al Direttore Generale ASL di Modena

e p.c.

all'Assessorato Regionale di Sanità

All'Amministrazione Provinciale di Modena

All'Amministrazione Comunale di Modena

 

Oggetto: Organizzazione di un servizio adeguato di assistenza psicologica alle vittime della strada ed ai loro familiari

 

Egregi Signori,

come sapete, la nostra realtà sociale è - al pari di molte altre - funestata dal fenomeno degli incidenti stradali.

 

Fenomeno spesso sottovalutato - per ciò che attiene agli effetti di gestione operativa - da molti operatori sociosanitari, e ciò a causa della frammentazione delle competenze assegnate alle Pubbliche Amministrazioni locali e nazionali.

In particolare, è noto che le strade della nostra provincia/città sono ai primissimi posti sia per numero di incidenti sia per la gravità degli esiti.

 

Non siamo pessimisti però.

 

Riteniamo, infatti, che la Vostra comune sensibilità nei confronti delle vittime e dei loro congiunti e la Vostra serietà amministrativa ci possa aiutare a superare gli ostacoli di coordinamento e promozione, per realizzare ciò che è stato già realizzato in altre città e province del nostro Paese.

 

Ci appare importantissimo organizzare, anche nel nostro territorio, un servizio adeguato di assistenza psicologica alle vittime della strada ed ai loro familiari, mettendo a disposizione un'adeguata figura di sostegno psicologico, il cui compito abbia inizio con il mettere a conoscenza i familiari dell’accaduto.

 

Non è, naturalmente, con questa richiesta che riteniamo assolte e superate le imprescindibili e fondamentali attività di prevenzione, educazione, informazione e repressione dei comportamenti illegali che possono e debbono essere assunte da parte vostra e delle altre competenti amministrazioni presenti sul nostro territorio.

 

Vogliamo però con questa richiesta - che la nostra Associazione invia a livello nazionale a tutte le Amministrazioni competenti sul territorio - circoscrivere una specifica richiesta di un'adeguata assistenza specialistica a chi è vittima diretta od indiretta di questa drammatica patologia di natura sanitaria.

 

Come Loro ben sapranno, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, ogni anno sulle strade italiane muoiono circa 3.500 persone e si provocano circa 20.000 disabili gravi oltre a 250.000 feriti. Bambini, ragazzi e anziani sono travolti nella misura rispettivamente dell'otto, dieci e dodici per cento come pedoni o ciclisti e questo fenomeno è la prima causa di morte per le classi anagrafiche fino a 45 anni (con una punta drammatica per le categorie tra i 18-25 anni e segnatamente per i maschi).

 

Si tratta cioè di un fenomeno patologico di massa, pesante e - per alcuni - particolarmente devastante e di difficile sostenibilità. Soprattutto se si tiene conto dell'altissimo numero di figure giovani che si perdono o che rimangono fortemente invalidate, obbligando vittime e congiunti a misurarsi con uno scenario psichico e di vita "rovesciato", insopportabile, violento e crudele che la gran parte dell'opinione pubblica tende a rimuovere perché troppo agghiacciante per essere affrontato a viso aperto; questo però è il compito che ogni anno deve essere assunto da decine di migliaia di persone.

 

Patologia quindi articolata per maturità e classi di età anagrafiche e psichiche molto diverse: si immagini il quadro diversificato (seppur ugualmente mostruoso) di chi perde un figlio nel fiore della vita, un bambino tanto atteso, un padre che produce reddito e dà sicurezza… una madre che ha dato la vita e garantisce una guida... un vecchio compagno di affetti e sostegno…

 

Ognuno di noi poi, avendo capacità e modalità proprie per l'elaborazione di un trauma o di un lutto, tende a produrre di suo, per impossibilità comunicative, tensioni a non finire, nella realtà familiare della vittima invalidata o scomparsa.

 

Per questa serie di ragioni Vi chiediamo un intervento mirato alla specificità e all'originalità di un dramma che è - contemporaneamente - esperienza di massa di un dolore grande e diverso (tra un marito e una moglie, un figlio o una figlia, una madre e un fratello) perché diversa è la maturità, il legame, la storia affettiva e l'investimento che ognuno di noi ha compiuto e realizza con chi ci è vicino e ci ama.

 

Vi proponiamo quindi di avviare nella realtà a Voi sottoposta un percorso organizzativo di rete con i Centri di Pronto Soccorso, di Neuro-rianimazione, di Riabilitazione, Rieducazione e i Medici di base, capace di selezionare le competenze psicologiche più adatte per casi omogenei e per riconosciute capacità dei terapeuti che operano nel Vostro territorio.

Questa patologia oggi sconta il prezzo di non avere una storia sanitaria ed accademica adeguata al fenomeno.

 

È quindi necessaria un'adeguata costruzione di competenze raffinate e mirate che riteniamo possono essere realizzate costruendo un ufficio apposito con un numero verde di riferimento centralizzato che filtri indirizzi e sostenga casi singoli altrimenti destinati alla disperazione, all'abuso di psicofarmaci, all'evoluzione in altre patologie cliniche conseguenti alla depressione violenta nelle quali vengono precipitate, senza paracadute, delle persone altrimenti sane e piene di vita.

Un ufficio che, in collaborazione con l'Ufficio Armi della Questura, segnali l'opportunità di permettere o non permettere la detenzione di armi.

 

Ufficio che, in collaborazione con gli enti preposti, segnali l'opportunità di mantenere o meno il permesso di guida.

 

Cordiali Saluti

Franco Piacentini

AIFVS-ONLUS sede di Modena

 

FONTE: https://www.facebook.com/franco.piacentini.549/posts/1801668946524238