Incidenti stradali nella provincia di MODENA / Comunicato di Franco PIACENTINI, responsabile locale dell’AIFVS-onlus / 5.01.2018

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Incidenti stradali nella provincia di MODENA / Comunicato di Franco PIACENTINI, responsabile locale dell’AIFVS-onlus / 5.01.2018

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associazione italiana familiari e vittime della strada – onlus

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Oggetto:  comunicato stampa Incidenti stradali in provincia di Modena

La strage di morti annunciate non si ferma. Sta diventando un’indigestione di morti. Solo che nessuno se ne accorge finché non viene colpito direttamente.

L’osservatorio indipendente dell’Associazione Italiana Familiari e vittime della strada-ONLUS (AIFVS), nel 2017, registra almeno 54 decessi sul territorio della provincia di Modena, con un preoccupante incremento, rispetto al 2016, del 55%, quando i decessi si attestavano a 35.

Anche rispetto al 2015 vi è stato un incremento: + 15% rispetto ai 47 registrati. Pure rispetto al 2014, quando si registrarono 45  decessi, vi è stato un incremento: + 20%.

Analizzando le categorie: 25 conducenti auto, nove dei quali per fuoriuscita senza apparente coinvolgimento di altro mezzo; 10 pedoni, tutti investiti; 3 ciclisti, tutti investiti; 11 in moto o scooter, di cui tre fuoriusciti senza apparente coinvolgimento di altro mezzo; 5 camionisti (4 in autostrada) che tamponano altri autocarri ed una fuoriuscita.

Il 78% dei deceduti è maschio. Guardando l’età, nella fascia 0-18 si registra un solo deceduto, tra i 19 e 59 si sale a 34, tra i 60 e 70 sono 3 ed oltre i 70 sono 12, nessun trasportato.

Per quanto riguarda il sesso, i maschi sono i più colpiti con ben 42 decessi su 54. Gli stranieri deceduti sono almeno 10.

Le municipali sono le forze di polizia che hanno rilevato il maggior numero di mortali (31 casi), seguite da Arma CC (8 casi) e stradale (13 casi di cui 8 in autostrada); un solo caso dalla polizia di stato.

Dal 2002 ad oggi, sulle strade della provincia, hanno perso la vita 1119 persone, praticamente è sparito l’equivalente della popolazione di un  comune come Riolunato o  Montecreto o la somma di frazioni come  Marzaglia e Navicello o Paganine e S.Donnino.

Le valutazioni sull’andamento del calo della mortalità sulle strade della provincia di Modena, evidenziate dal grafico

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dal 2009 ad oggi, non possono che essere negative.

Lo scorso anno i decessi su strada nella provincia di Modena sono stati 12,98 per 100mila abitanti. Un rapporto che è oltre il doppio di quello registrato mediamente in Italia ancora nel 2015 (5,56 ogni 100mila abitanti) e ben più elevato anche di quello regionale (7,33 ogni 100mila abitanti).

Qualcuno, o più di qualcuno, dovrebbe prenderne atto ed essere portato a mettere in campo efficienti strategie di contrasto.

Sono infatti ancora 54 i morti registrati nel 2017 sulle strade della nostra provincia e circa 2100 i feriti, alcuni dei quali gravi, circa 150 con postumi da invalidità permanente, con costi sociali inaccettabili ed intollerabili: stiamo parlando all’incirca di 80 milioni di euro per l’anno 2017, a cui si aggiungono le perdite umane, il dolore dei congiunti, le sofferenze dei feriti ed i tragici cambiamenti nella vita delle persone colpite.

La società, nondimeno, continua in larga parte ad accettare o rimuovere il rischio di morte sulle strade: i drammi che si consumano quotidianamente sulle nostre strade sono ancora alquanto ignorati.

Dalle amministrazioni, evidentemente solo a parole, viene dato esplicito appoggio all’obiettivo previsto di dimezzare il numero di morti sulle strade del 2010 (58) entro il 2020.

Di questo passo non ci arriveremo mai, non potremo neppure mostrarci “orgogliosi” per aver raggiunto, tra due anni, quel vergognoso, minimo “traguardo” di 29 morti e 1200 feriti, dei quali 90 con disabilità permanenti, con conseguenti spese sociali.

Le amministrazioni dovrebbero quindi aderire alla richiesta del Parlamento europeo e mirare, seriamente, a scongiurare completamente i decessi da incidenti stradali (“Vision Zero”), come già fanno diversi stati.

La provincia di Modena deve iniziare a dar corpo a tale visione ed elaborare una strategia in questa direzione con un corpo di provvedimenti assai più concreti: molti provvedimenti annunciati sono tuttora troppo vaghi, portati avanti con assoluto disinteresse e certamente non all’altezza delle sfide in gioco.

È necessario pertanto dare un impulso propulsivo di indirizzo, al fine di perfezionare i modelli proposti, derivandone un nuovo piano di azione completo, che contenga una gamma dettagliata di provvedimenti, con un calendario e mezzi di monitoraggio chiari per controllarne l’efficacia, nonché una valutazione a medio termine.

A livello provinciale dovrebbe essere prospettato anche un altro obiettivo chiaro e quantificabile per il 2020, ossia ridurre del 40% il numero dei feriti gravi; per poter  aver riscontro dei risultati che si otterranno, bisogna poter definire cosa si intende per “ferito grave” ed avere accesso ai dati sanitari relativi a questi ultimi.

Infine è necessario predisporre un apposito  centro di assistenza per i familiari di vittime da incidenti traumatici, perché, chiunque resta ucciso o ferito in un incidente, direttamente od indirettamente, è uno di troppo.

 

NE HANNO PARLATO:

https://goo.gl/S3q2Ag

https://goo.gl/DLB25d

GAZZETTA DI MODENA

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https://goo.gl/7QZfaS

https://goo.gl/QS38au

https://goo.gl/8FzkQG

https://goo.gl/Bja91b

 

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FONTE: https://familiarivittimestradamo.wordpress.com/2018/01/05/resoconto-2017/