Parma / Tonino MORREALE (AIFVS-onlus) sulla pericolosità di via Langhirano-Massese / 13 febbraio 2018

on . Postato in Attualità e notizie

Parma / Tonino MORREALE (AIFVS-onlus) sulla pericolosità di via Langhirano-Massese / 13 febbraio 2018

FOTOGRAFIE: https://goo.gl/cJF9CY

Articolo su ultimo incidente: https://goo.gl/tmR5nr

Chiamarla via Langhirano o Massese non ha importanza: fatto sta che percorrerla è rischioso, c’è da farsi male o far del male involontariamente a qualcuno, se si percorre di notte.

Nessuno ormai si mette alla guida per il piacere di fare un giro con la macchina, cose d’altri tempi... ormai vi è la necessità di dover usare le ruote, due o quattro che siano, diversi i punti pericolosi dovuti ad una gestione disinteressata alla sicurezza.

Nessun intervento per permettere ai pedoni di difendersi dalle auto: nella parte iniziale, partendo dalla tangenziale, il percorso si presenta troppo stretto, basta una bici per creare scompiglio tra gli automobilisti, un camion non ha la possibilità di sorpassare le bici e quindi il traffico si blocca; purtroppo la cultura delle grandi opere, spesso inutili e disastrose, impedisce il normale miglioramento dell’esistente, lasciando inalterati i pericoli per decenni.

Oggi siamo messi peggio di diversi Paese dell’EST (che io per motivi di lavoro conosco), purtroppo solo il Trentino cerca di mettere in sicurezza l’esistente, anche se ancora c’è molto da fare.

Allego alcune foto che mostrano il fattibile, senza sperperare capitali che illustri politici dicono non esistere (“non ci sono i soldi”).

Due ragazzi morti per mancanza di passaggi pedonali intelligenti/sicuri, altri che non vogliono più andare a scuola perché attraversare la strada è troppo rischioso, questa sarebbe la civiltà parmense?

La rotatoria dove continuano a schiantarsi è pericolosa per due importanti fattori: nella parte centrale non è abbastanza alta da impedire che due veicoli contrapposti si abbaglino a vicenda, in più non permette di essere percepita come tale data la mancanza totale di spartitraffico, come ad esempio quella vicina alla Barilla di via Mantova.

Servono semafori a chiamata, passaggi pedonali intelligenti, nei centri abitati semafori che danno il rosso quando qualcuno supera la velocità preimpostata, semafori con i sensori a terra che segnalano la presenza di veicoli, specie a Torrechiara, ed altri particoli utili alla prevenzione.

Mettere in sicurezza una strada non significa porre limiti assurdi come i 50 di via Burla e tante strade della bassa e non solo, limiti che la stragrande maggioranza degli automobilisti ritiene ridicoli, e che quindi non ritiene utile rispettare.

Significa creare un ambiente che consenta a tutti di vivere la strada con rispetto verso i pedoni, le bici ed anche i veicoli pesanti. Basta degrado infrastrutturale!

Tonino Morreale, responsabile della sede di Parma dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS)

www.vittimestrada.it

 cell. 3386118857

 residente a Mezzani (PR)