Cass. 11946/2013 - Insidia stradale: nesso di causalità. L'insidia stradale non è un concetto giuridico, ma un mero stato di fatto che, per la sua oggettiva invisibilità e per la sua conseguente imprevedibilità, integra una situazione di pericolo occulto.

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Cass. 11946/2013 - Insidia stradale: nesso di causalità. L'insidia stradale non è un concetto giuridico, ma un mero stato di fatto che, per la sua oggettiva invisibilità e per la sua conseguente imprevedibilità, integra una situazione di pericolo occulto. Tale situazione, pur assumendo grande importanza probatoria in quanto può essere considerata dal giudice idonea a integrare una presunzione di sussistenza del nesso eziologico con il sinistro e della colpa del soggetto tenuto a vigilare sulla sicurezza del luogo, non esime il giudice dall'accertare in concreto la sussistenza di tutti gli elementi previsti dall'art. 2043 c.c.. Pertanto, la concreta possibilità per l'utente danneggiato di percepire o prevedere con l'ordinaria diligenza l'anomalia, vale ad escludere la configurabilità dell'insidia e della conseguente responsabilità della P.A. per difetto di manutenzione della strada pubblica. Sulla base di tale principio la Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha ritenuto che il danno subito dal ciclista (ruota incastrata in una grata) - tenuto conto che l'incidente si è verificato nel mese di agosto, di mattina e quindi in condizioni di luce molto favorevoli - sia imputabile al comportamento colposo dello stesso che, con l'ordinaria diligenza, avrebbe potuto evitare l'incidente o quantomeno rendere meno dannoso l'impatto (Cass. III sez. Civile, sentenza 16.05.2013, n.11946).

http://www.avvocatiottaviano.it/home/index.php?option=com_content&view=article&id=1228&Itemid=101

 

Sentenza di rilevante interesse nazionale del 30/04/2013

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Il caso riguarda un nostro associato, Piazza Gaetano, di Mantova, vittima di un grave incidente stradale, in coma dal 2008.
È  stato seguito con successo dal nostro legale Giuseppe Incardona, di Palermo.
Si riporta la sentenza per essere di aiuto in casi analoghi.

 

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Sentenza

Comunicazione dell’avv. Incardona

Carissimi
data la rilevanza della notizia, invero di interesse nazionale, mi permetto di attenzionarvi  sinteticamente, un mio successo professionale in favore di un nostro associato Piazza Gaetano, di Mantova, vittima di un grave incidente stradale ed in coma dal 2008.

Credo che la sentenza, pur riguardando le staminali, rappresenti un forte puno di interesse anche per i nostri  associati che chiedono, invano, di essere sottoposti a tali cure sicchè proporrei di pubblicare nel nostro sito il testo integrale della sentenza, ad uso delle vittime, familiari di vittime, associati e ns avvocati che vorranno utilizzarne la motivazione per ottenere il medesimo risultato.

Sintenticamente, spiego meglio:  vicenda delle cellule staminali e sul contrasto in essere tra il Ministero della Salute e Stamina Foundation che coadiuvava l'Ospedale di Brescia nel praticare le cure ai pazienti.
L'AIFA ( associazione Nazioanale sul Farmaco) aveva posto il veto impedendo agli ospedali di trattare ( sostanzialmente) con Stamina spingendo il Ministero a discriminare chi aveva già iniziato la cura da chi doveva ancora iniziarla nonché operando un distinguo in base all'età. 
 
 Il nostro associato,  adulto,  vive a Mantova dove lavorava come cuoco proprio l'Ospedale locale; a causa di un incidente auto, nel 2008 entrava in coma lasciando 3 bambini; da allora viene accudito in casa dalla moglie ed è in stato di semicoscienza.
 
- Occupandomi di vittimologia complessa, proprongo un ricorso ex art. 700 cpc che significa in 7 giorni circa, causa e sentenza.
- La sentenza è allegata è rilevante sull'intero territorio nazionale poiché costituisce l'unico precedente in cui un giudice disapplica un divieto imposto dal'AIFA ( case farmaceutiche)  ad un Ospedale ( Brescia) di lavorare con Stamina Foundation.autorizzando in via d'urgenza ( art. 700 c.p.c.) le cure con Stamina presso Ospedale di Brescia.

Sentenza per l'uccisione di Giovanni Rampinelli

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Con riferimento al procedimento penale per l'uccisione di Giovanni Rampinelli, conclusosi lo scorso 9 dicembre 2009, verbale d'udienza, nonché copia integrale della sentenza inviatoci dall'avv. Francesco Fiocchi, legale convenzionato AIFVS per la provincia di Pavia.
Carlo Riefoli, 43 anni, di Vigevano, già colpevole in passato per l'investimento e l'uccisione di un pedone, è stato condannato oggi, dal Giudice Maria Carla Rossi del Tribunale Penale di Vigevano, Sezione distaccata di Abbiategrasso, alla pena giusta e significativa richiesta dall'AIFVS, insieme ai parenti superstiti di Giovanni Rampinelli, ciclista travolto e abbandonato a morire sul ciglio della strada il 23 agosto 2005.
Nel decidere, il Giudice - dimostrandosi sensibile alle istanze delle parti civili costituite e al generale bisogno di maggiore severità nei confronti dei "pirati" recidivi – ha ritenuto di andare addirittura oltre la richiesta di 3 anni e 9 mesi, formulata in udienza dal Pm Rosa Muscio.

Sentenza

Sentenza Lucidi

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Speciale sentenza inedita del processo Lucidi di condanna per dolo eventuale del giudice Marina Finiti di Roma con nota di commento dell'avv. Danilo Riponti.

Nel processo contro Stefano Lucidi per la morte dei due giovani Alessio Giuliani e Flaminia Giordani a sostegno di solidarieta dei genitori superstiti da parte di tutti i soci la AIFVS si e' costituita parte civile con la difesa dell'avv. Gianmarco Cesari e con l'ausilio tecnico del perito dott.Massimo Martano.

Stefano Lucidi difeso nel processo di primo grado dall'avv. Basilio Fiore e per l'appello dall'avv. Franco Coppi ha proposto impugnazione avverso la sentenza di condanna ritenendo la pena eccessiva e contestando la ricostruzione della dinamica dell'incidente stradale deducendo di non aver attraversato il semaforo con il rosso ma con l'arancione che stava per diventare o appena era diventato rosso con la convinzione di poter passare indenne l'incrocio e sollevando l'ipotesi che lo scooter condotto dai due fidanzati sarebbe partito anticipando il semaforo verde (n.b. l'incrocio di viale regina margherita - via Nomentana e' un incrocio ad altissima densita' di transito dei veicoli di Roma , dopo le tragedie mortali di cui e' stato protagonista nel 2008 e' presidiato dalla polizia municipale 24h/24h).

Sentenza

Il processo per la morte di Angelo Nasti

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Per chi leggera' questa sentenza voglio ancora sottolineare che oggi il 15/03/2009 ancora non si e' fatta nessuna udienza civile, siamo ancora cosi' perche' per non fare un'altro calvario per un altro processo ,e' soprattutto per non subire danni psicologici ancora come nel processo penale io e la mia famiglia ,insieme agli avvocati abbiamo deciso una conciliazione con la controparte, ma loro come al solito hanno tentato di specularci sopra , ci hanno fatto aspettare mesi prima di prendere una decisione con una loro richiesta di risarcimento di (350,000,00 ) trecentocinquantamilaeuro ,non e' giusto valutare una vita di un ragazzo di 22 anni perdere la vita per colpa di un incosciente Cosi' adesso ci tocca fare un'altro calvario ,questo e' vergognoso approffittare del nostro dolore.
Questa assicurazione e la Sai Fondiaria anche mio figlio Angelo era assicurato con la fondiaria assicurazioni loro l'imputato lo hanno difeso vedete se hanno difeso mio figlio sanno bene guadarsi i loro interessi.
Io sono un ago in un pagliaio ho il modo di gridare il mi tormendo attraverso la rete ma pensate un po quante migliaia famiglie sono nelle nostre condizioni e nessuno sa niente perche si chiudono nel dolore e sono la merce' di Tribunali avvocati e' assicurazioni.

Voglio ringraziare l'associazione vittime della strada e tutti i loro iscritti che mi hanno aiutato molto ad andare avanti, e con un grande dolore sono molto deluso verso le istituzioni che non si interessano affatto di noi familiari vittime della strada,tutti questi processi si potrebbero concludere in tre mesi ma il sistema giudiziario ti finisce di ammazare, spero il signore che mi da la forza di combattere questa battaglia nonostante che non ho piu' voglia di vivere.
L'incidente di Angelo evidente che lui non ha nessuna omissione di colpa e aveva diritto a finire subito sono passati 7 anni di penale ,mi tormento molto quando i casi sono piu complessi quanti anni ci mette la giustizia secoli?

Antonio Nasti

Sentenza