Concluso a Verona il tavolo tecnico sulla sicurezza stradale in Prefettura. Pallotti: «La situazione sulle strade della provincia è drammatica, siamo tornati indietro di 10 anni. Necessari controlli serrati sulle strade, autovelox e, quando necessario, il ritiro della patente»

COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA STRADA ODV

Concluso a Verona il tavolo tecnico sulla sicurezza stradale in Prefettura. Pallotti: «La situazione sulle strade della provincia è drammatica, siamo tornati indietro di 10 anni. Necessari controlli serrati sulle strade, autovelox e, quando necessario, il ritiro della patente»

«La situazione sulle strade del Veronese è drammatica, siamo tornati indietro di dieci anni e quel che è peggio è che a mettere in atto comportamenti sbagliati alla guida non sono i ragazzini, ma persone tra i 40 e i 60 anni di età». Così Alberto Pallotti, presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV, al termine della riunione del tavolo della sicurezza stradale in Prefettura a Verona. Al meeting erano presenti il Prefetto, i rappresentanti della polizia stradale e dei Comuni. «Si è parlato di autovelox, di alcol test, di sanzioni. Soprattutto, è stato lanciato un allarme per la situazione di drammatica recrudescenza degli incidenti stradali sul territorio, che sono tornati ai livelli del 2011», dice Pallotti, che era presente alla riunione in rappresentanza dell’Associazione che presiede, «negli ultimi mesi si è registrato un aumento della guida in stato di ebbrezza. Gran parte degli incidenti mortali avvenuti sul territorio sono stati causati da persone che guidavano ubriache, con tassi alcolemici spaventosi».

Nel corso della riunione si è anche puntata l’attenzione sul pericolo costituito dai monopattini. «Sono in aumento le persone che, ubriache, si mettono alla guida di questi veicoli già di per sé pericolosi», spiega Pallotti, «se a questo si aggiunge che tanti autovelox devono essere sistemati, soprattutto quelli posizionati prima del 2009 e che adesso necessitano di omologazione, il dado è tratto».

«Come associazione», aggiunge Pallotti, «abbiamo chiesto il coinvolgimento ai tavoli sulla sicurezza stradale del sostituto procuratore del Tribunale di Verona, poiché sarà lui, poi, a intervenire sui luoghi degli incidenti. La lentezza del processi e l’applicazione di pene irrisorie sono, a parere nostro, anche figlie, oltre che della non applicazione nei tribunali della legge sull’omicidio stradale, del non coinvolgimento delle autorità giudiziarie nei tavoli sulla sicurezza stradale. Il Prefetto ha risposto che lo coinvolgerà. Invitiamo gli altri prefetti d’Italia a organizzare tavoli tecnici con la presenza delle autorità giudiziarie e delle associazioni».

«Sulle strade veronesi si sta consumando un dramma», prosegue Pallotti, «se i comportamenti sbagliati li mettono in pratica i 40-60enni, non basta più andare nelle scuole e fare educazione stradale. Bisogna, invece, trovare un modo per intervenire su queste persone. Io non vedo altro deterrente se non i controlli serrati e la possibilità di togliere la patente a chi non rispetta le leggi».

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