Al raduno di Rovere ho incontrato Andrea Pusateri / di Gianfranco Di Pretoro / 27.07.2015

Al raduno di Rovere ho incontrato Andrea Pusateri / di Gianfranco Di Pretoro / 27.07.2015

Spesso non mi accontento di pedalare, ho estrema necessità di frequentare il grande ciclismo, di coccolare i rari fenomeni romani come Valerio Conti ed ascoltare dal vivo la saggezza intessuta di buonumore di Mario Valentini, responsabile della nazionale italiana paralimpica di ciclismo.
Al raduno di Rovere ho incontrato Andrea Pusateri, campione italiano di ciclismo su strada paralimpico.
Io e mia moglie siamo rimasti folgorati della sua gioia di vivere, dalla sua capacità di adattarsi alle visibili menomazioni per realizzare i suoi obiettivi.
A soli tre anni, il destino gli aveva tolto tutto, dal piacere di correre a perdifiato dietro le farfalle, agli sguardi amorevoli della mamma…
Ora, a 22 anni, ha tutto, molto più di noi, ha la serenità di chi vive pienamente.
Lui sa manovrare quella pesante croce come un violino, per offrire a tutti noi sensazioni celestiali.
Quanto vorrei far incontrare il suo sorriso con i giovani, stella polare in un mondo confuso da falsi idoli, affinché ritrovino il senso della vita su questo pianeta!
Lui, ciclista mai domo nonostante qualche brutta caduta, continua a pedalare, vince in salita ed in volata, sogna il mondiale e le Olimpiadi perché il passato è passato, ora c’è il presente e domani è già futuro.
Grazie Andrea, per me, oggi, sei già un campione inarrivabile.

Gianfranco Di Pretoro

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