Bambino vittima di un incidente stradale vittima di bullismo a scuola. I genitori costretti a iscriverlo a un istituto privato. Pallotti, Ciaramella e Ronzullo: «Attivata una raccolta fondi per aiutare la famiglia a pagare le spese dell’istruzione e l’intervento di chirurgia plastica al quale dovrà essere sottoposto il figlio. Chi può, aiuti» 

COMUNICATO STAMPA DELL’ASSOCIAZIONE UNITARIA FAMILIARI E VITTIME DELLA STRADA ODV

Bambino vittima di un incidente stradale vittima di bullismo a scuola. I genitori costretti a iscriverlo a un istituto privato. Pallotti, Ciaramella e Ronzullo: «Attivata una raccolta fondi per aiutare la famiglia a pagare le spese dell’istruzione e l’intervento di chirurgia plastica al quale dovrà essere sottoposto il figlio. Chi può, aiuti»   https://www.facebook.com/giustiziaperluigi/photos/a.1451548245151382/3042254122747445/                     Chiunque voglia contribuire, può donare a questo link: https://www.retedeldono.it/it/progetti/aufv/bambino-vittima-di-bullismo-a-veronella

«Abbiamo avviato una raccolta fondi per aiutare la famiglia di un bambino che, dopo un grave incidente stradale che gli ha lasciato segni sul corpo, è stato vittima di bullismo a scuola. I genitori sono stati costretti a ritirarlo dall’istituto che frequentava e non sono riusciti a trovare una scuola che lo accettasse. Alla fine lo hanno iscritto a un istituto privato, ma sono operai e non riusciranno a sostenere le spese per molto tempo». Così Alberto Pallotti, presidente dell’Associazione Unitaria Familiari e Vittime della Strada ODV e dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV, ed Elena Ronzullo, presidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime della Strada ODV.

La famiglia alla quale verrà devoluto il ricavato della raccolta fondi si trova in Veneto. Il bambino, che ha 12 anni, è rimasto vittima di un incidente stradale con un monopattino. Ha subito un delicato intervento alla testa e al volto, ma è guarito. Al ritorno a scuola, però, ha iniziato a subire episodi di bullismo da parte dei compagni, che lo chiamavano “mostro”, e anche da parte di un insegnante. Tanto che alla fine i genitori sono stati costretti dapprima a fargli frequentare la scuola in dad, poi a ritirarlo dall’istituto. 

«Qui abbiamo un bambino che è sopravvissuto a un incidente molto grave, in cui ha rischiato di morire, e che ha riportato una disabilità. È inaccettabile che non sia stata data la giusta attenzione al problema e che non siano state prese misure adeguate», denuncia Alberto Pallotti, che ha chiesto che il ministero dell’Istruzione mandi un’ispezione alla scuola.

«La famiglia è intenzionata ad andare fino in fondo per riuscire ad avere massima tutela e il risarcimento di tutti i danni patiti da parte delle istituzioni scolastiche, sia in ambito civile che amministrativo», dice l’avvocato Davide Tirozzi, legale dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV, che difende anche i genitori del ragazzino. Continua: «Siamo in presenza di un vuoto normativo: non vi è un reato specifico di bullismo ma diversi reati attraverso cui il bullismo viene a manifestarsi, come minacce e lesioni. Questo fa sì che sia difficile avere deterrenti per questi episodi. Non bisogna dimenticare che spesso ci si scontra con l’età dei ragazzi, che sotto i 14 anni non sono perseguibili penalmente».

«È la prima volta che in Italia sentiamo parlare di un caso come questo», continuano Pallotti e Ronzullo, «è un fatto inaudito. Bullizzare un ragazzino che porta addosso i segni di un terribile incidente è una cosa vergognosa e disumana. I nostri avvocati seguono la vicenda giudiziaria per l’incidente, perché ancora non c’è stata giustizia per quello che gli è accaduto. E adesso ci ritroviamo anche a dovere avviare una campagna di sensibilizzazione affinché le vittime di incidenti che restano paralizzate, sfregiate, ferite nel corpo e nella mente non siano fatte oggetto di bullismo. Non è giusto che un bambino di dodici anni abbia dovuto subire anche questo».

«Siamo molto amareggiati», aggiunge Biagio Ciaramella, vicepresidente delle tre associazioni, «sapevamo che il bullismo è un fenomeno molto diffuso tra i giovani. Di solito, però, quando accadono incidenti così gravi, ci si aspetta che poi le persone adulte e i compagni di classe si stringano attorno alla vittima che è sopravvissuta. In questo caso, purtroppo, non è stato così. Andremo fino in fondo per accertare quello che è accaduto. Nel frattempo, invitiamo tutti ad aiutare questa famiglia a pagare la scuola privata del figlio e comprare i libri nuovi. Ma anche a pagare l’operazione di chirurgia plastica per ridurre i danni il bimbo che ha sulla testa, sperando che in futuro nessuno lo chiami più “il mostro”». Chiunque voglia contribuire, può donare a questo link: https://www.retedeldono.it/it/progetti/aufv/bambino-vittima-di-bullismo-a-veronella

Per info:

www.vittimestrada.eu

aifvsufficiostampa@vittimestrada.eu

Biagio Ciaramella, cell. 330 443 441

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