Napoli / Intervento di Elena RONZULLO (AMCVS ed AUFV) all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la corte d’appello di Napoli / 28.01.2017

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Nella foto, da sin.: Elena Ronzullo, Giuseppe De Carolis Di Prossedi e Rosa Di Bernardo

Napoli / Intervento di Elena RONZULLO (AMCVS ed AUFV) all’inaugurazione dell’anno giudiziario presso la corte d’appello di Napoli / 28.01.2017

Nella mattinata di sabato 28 gennaio 2017, anche presso la corte d’appello di Napoli (presieduta dal dott. Giuseppe De Carolis Di Prossedi) ha avuto luogo la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Fra i presenti,
Elena RONZULLO, presidente dell’Associazione mamme coraggio e vittime della strada onlus (AMCVS),

Rosa DI BERNARDO, AMCVS sede di Pozzuoli (NA)

e Biagio CIARAMELLA, responsabile dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS) per Aversa (CE) e l’agro aversano.

Elena RONZULLO ha svolto il seguente intervento:

«Signor Presidente,

La ringrazio per l’invito a questa cerimonia, alla quale prendo parte nella duplice veste di rappresentante dell’Associazione mamme coraggio e vittime della strada onlus (AMCVS) e dell’Associazione unitaria familiari e vittime onlus (AUFV).

Quest’ultima raccoglie diverse associazioni nazionali che si battono per difendere i diritti di ogni genere di vittime, stradali, del lavoro, della malasanità, eccetera.

Con la promulgazione dell'”omicidio stradale”, il 2016 è stato, per le vittime della strada ed i loro familiari, un anno molto importante, oserei dire storico.

Uno strumento nuovo per perseguire la criminalità stradale è ora nelle mani delle forze di polizia e della magistratura.

Ci sono punti da rivedere di questa legge.

Dobbiamo metterci tutti insieme per migliorarla il più possibile.

Il suo impianto complessivo è, a nostro avviso, valido, e saremo vigili su ogni tentativo di smontare il complesso della legge facendo leva su alcuni suoi aspetti meno positivi ma assolutamente migliorabili.

Signor Presidente,
noi genitori siamo stati condannati, perdendo i nostri figli per colpa altrui, all’ergastolo del dolore,
ma questo nostro dolore l’abbiamo trasformato in coraggio, per far sì che quanto accaduto a noi non capiti ad altri.

Ringrazio Lei e tutti i presenti per la cortese attenzione.»

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