Perché sarò, il 21 aprile prossimo (e la notte precedente), davanti al Senato della Repubblica / Non solo “omicidio stradale” / di Clelia Formiconi, segretaria nazionale dell’AIFVS e responsabile della sede di Grosseto / 3 aprile 2015

Perché sarò, il 21 aprile prossimo (e la notte precedente), davanti al Senato della Repubblica / Non solo “omicidio stradale” / di Clelia Formiconi, segretaria nazionale dell’AIFVS e responsabile della sede di Grosseto / 3 aprile 2015

image

Rispondendo all’appello di Marina FONTANA, così come già fatto lo scorso 24 marzo,

il prossimo 21 aprile,
insieme con tante altre persone in tutta Italia, sarò in piazza, per chiedere al Governo ed al Parlamento di assumere impegni precisi sui tempi di approvazione dell’”omicidio stradale”.

Il pomeriggio del 24 marzo ero nella mia città, davanti alla prefettura di Grosseto; per l’appuntamento del 21 aprile, ho deciso di andare a Roma ed unirmi a quanti, quel pomeriggio, manifesteranno davanti al Senato.

È stata scelta la data del 21 aprile perché, quel giorno, scadranno i termini per la presentazione degli emendamenti al testo unificato, che la Commissione Giustizia ha deciso di adottare come base delle prossime discussioni sull’”omicidio stradale”.

Qualche passo in avanti, rispetto alle dichiarazioni fatte, durante la seduta della Commissione Giustizia del 2 dicembre 2014, dal relatore Salvatore CUCCA, indubbiamente c’è stato, ma è importante che si vigili affinché non ci siano ripensamenti in senso peggiorativo.

E proprio per rimarcare la natura di vigilanza, altre persone ed io abbiamo deciso di essere presenti, davanti al Senato,
già dalla sera prima,
nella speranza, con la nostra veglia insonne, di turbare il sonno di qualche parlamentare intenzionato ad essere ancora più “buonista” di quanto non lo sia il testo unificato.

La determinazione a far approvare l’”omicidio stradale” non deve, tuttavia, farci illudere che l’unico (od addirittura il principale) rimedio alla strage stradale sia l’inasprimento delle pene per i criminali stradali.

È invece necessaria una prevenzione articolata e trasversale, che investa e risolva tutte le cause dell’incidentalità stradale.

L’Italia è un paese incivile rispetto alla prevenzione e sicurezza stradale: in Europa è il fanalino di coda.
Sebbene le vittime della strada dal 2000 ad oggi siano diminuite del 50%, questi dati vanno letti nella prospettiva giusta.

Intanto, è aumentato il numero complessivo degli incidenti,
nonostante, a causa della crisi economica, sia diminuito il volume del traffico su gomma.
Sono aumentate le vittime tra gli utenti deboli della strada: pedoni e
ciclisti.
Sono aumentati gli episodi di pirateria.
Per fermare la strage stradale, ci vuole la prevenzione e la sicurezza per una mobilità davvero sostenibile.

Per questo, tra le parole d’ordine che scriveremo sui nostri cartelli durante ambedue i sit-in, ci saranno anche e soprattutto alcune che sollecitano una maggiore prevenzione.

Invito quanti vogliono unirsi al gruppo che veglierà davanti al Senato, nella notte fra il 20 ed il 21 aprile, a contattare me (cell. 328.6584357) o l’addetto stampa AIFVS Claudio Martino (cell. 338.3465864).

Clelia Formiconi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *