Puglia, la lista nera delle strade più pericolose: allarme rosso per la statale 16 e il Salento / Dichiarazione di Cosimo FUNGOSO, responsabile della sede AIFVS di Taranto / 10.08.2016

Puglia, la lista nera delle strade più pericolose: allarme rosso per la statale 16 e il Salento / Dichiarazione di Cosimo FUNGOSO, responsabile della sede AIFVS di Taranto / 10.08.2016
 
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Centinaia di morti e migliaia di feriti all’anno. Numeri di una guerra che si consuma ogni giorno sull’asfalto di alcune strade pugliesi.
Non a caso si chiamano ‘black points’ le strade che sarebbe meglio evitare perché considerate fra le più pericolose.
Su queste statali avviene il maggior numero di incidenti stradali che provocano morti e feriti con cadenza in alcuni casi settimanale, se non giornaliera.
L’ultimo elenco è stato stilato dall’Anas. La società che gestisce la rete stradale e autostradale italiana ha indicato le 12 tratte in cui si è verificato il maggior numero di sinistri nel corso del 2015.
 
“Nel dettaglio – riferisce l’agenzia nazionale che in Puglia gestisce 1.510 chilometri di rete stradale – occorre tener presente che i dati raccolti sono esclusivamente riferiti agli eventi in cui Anas è stata contattata in maniera diretta dal proprio personale oppure dalle forze dell’ordine”.
Si tratta, dunque, dei dati più aggiornati al momento, visto che l’annuale Rapporto sull’incidentalità stradale in Puglia realizzato dall’Arem, l’Agenzia regionale della mobilità, dovrebbe essere pubblicato a settembre.
L’elenco dell’Anas contiene 12 tratti pericolosi all’interno di dieci statali (nel caso della 16 e della 172 si segnalano due percorsi pericolosi)
 
La top ten delle strade killer rende noti due elementi che già erano risaputi dagli automobilisti pugliesi: i tratti più pericolosi sono le statali e le provinciali e la strada in assoluto più temibile in tutta la regione è senza dubbio proprio la statale 16.
Non a caso occupa il primo posto di questa triste classifica stilata dall’agenzia nazionale.
Su 188 incidenti verificatisi in Puglia nel corso del 2015 e nei quali è intervenuta l’Anas, la cosiddetta Adriatica è stata teatro di 106 incidenti (due dei quali mortali).
Lungo la stessa 16 c’è un tratto più pericoloso di altri: è quello che va da Santo Spirito a Mola di Bari. Soltanto qui, l’anno scorso si sono verificati 90 incidenti. Non a caso è il pezzo d’asfalto, durante i mesi estivi, più trafficato.
 
Per risolvere il problema, bisognerebbe realizzare una bretella tra Bari e Mola, come più volte sollecitato dai pendolari. Il progetto c’è, ma mancano i soldi.
Subito dopo l’Adriatica, nell’elenco delle strade killer c’è un gran numero di statali salentine: lungo la tortuosa tangenziale ovest di Lecce nel 2015 si sono verificati 20 incidenti, altri 19 sulla statale 613 Brindisi-Lecce e 17 sulla statale 101 salentina di Gallipoli, dalle parti di Lequile.
Più a nord, fa molti danni anche la 172, nota come statale dei Trulli. Qui il tratto più pericoloso è quello tra Putignano e Alberobello: otto incidenti, di cui uno mortale. Seguono nell’elenco dell’Ana, la statale 96 nel tratto di Altamura, nota per i suoi cantieri infiniti, e altri percorsi minori come la Bradanica e la 93 Appulo-Lucana.
 
Un elenco che però non tiene conto di tutti gli altri incidenti in cui l’Anas non entra in azione. Per i dati aggiornati su tutte le strade regionali bisognerà attendere il rapporto dell’Arem fermo al 2014, quando furono registrati 231 morti e oltre 15mila feriti causati da oltre 9mila incidenti.
Tantissime le associazioni impegnate nella lotta a questa strage, una tra queste è l’AIFVS, l’Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus, che sta mettendo a punto un suo elenco delle strade più pericolose in Puglia da consegnare alla Regione.
 
“La prevenzione – dice Cosimo Fungoso, rappresentante pugliese dell’Aifvs (sede di Taranto) – non è mai abbastanza. Bisogna rendere più sicuri questi ‘black points’.
Andare a contare i morti, dopo, non serve a nulla.
Sollecitiamo l’Anas, la Regione ed i Comuni a fare di tutto per mettere a norma queste strade, ormai diventate pericolosissime, alcune delle quali realizzate nel dopoguerra.
Certo, i morti sono diminuiti anche grazie all’introduzione della patente a punti. Si spera che la legge sull’omicidio stradale possa abbattere ulteriormente questa lunga scia di sangue”.
 

 

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