Stralcio dell’intervento di Silvana TAVOLETTA, presidente dell’AMCVS, al convegno STRADA ALLA VITA / Roma, 22 maggio 2015

Stralcio dell’intervento di Silvana TAVOLETTA, presidente dell’AMCVS, al convegno STRADA ALLA VITA / Roma, 22 maggio 2015
 
L’Associazione Mamme Coraggio e vittime della strada (AMCVS), di cui sono presidente,
è nata nel settembre 2013, per iniziativa di un gruppo di persone,
quasi tutte appartenenti all’Associazione italiana familiari e vittime della strada (AIFVS).
 
Abbiamo ritenuto opportuno fondare l’associazione MAMME CORAGGIO,
nel frattempo divenuta anche onlus,
sia per portare avanti azioni più incisive e mirate all’interno del territorio (la Campania) in cui viviamo e svolgiamo il grosso delle nostre attività,
sia per ovviare, in qualche misura, alla diminuzione di capacità organizzativa dell’associazione nazionale alla quale apparteniamo (l’AIFVS),
successivamente al 27 aprile 2013.
 
L’AIFVS è tuttora divisa al suo interno
e tutte le persone ragionevoli e di buona volontà,
all’interno dell’AIFVS stessa
e dell’intero movimento che si batte per le vittime della strada,
si augurano che prevalga una buona volta il buon senso
e che gli interessi generali e comuni diventino più forti dell’ambizione personale di qualcuno… o qualcuna…
 
L’associazione MAMME CORAGGIO ha immediatamente aderito con entusiasmo all’UISS (Unione italiana per la sicurezza stradale),
convinta com’è che,
solo dal superamento di meschini interessi “di bottega” e dalla creazione di un fronte comune quanto più vasto possibile,
sia possibile ottenere risultati significativi nel campo della sicurezza stradale e di una vera giustizia per le vittime della strada.
 
L’associazione MAMME CORAGGIO è nata da nemmeno due anni,
ma ha già al suo attivo numerose iniziative,
specialmente nelle province di Napoli e Caserta.
 
È stata ed è molto vicina, ad esempio,
alle vittime della tragedia del bus dell’Irpinia ed ha stretto rapporti di collaborazione intensa con l’associazione da loro costituita (“VITTIME DELLA STRADA A16-Uniti per la vita”), presieduta da Giuseppe BRUNO, che saluto con affetto.
 
Sempre in collaborazione con la nostra associazione nazionale di riferimento – il cui presidente, Alberto PALLOTTI, ringrazio per l’impegno che mette nello svolgimento del suo incarico -,
abbiamo esercitato ed esercitiamo una continua sollecitazione,
nei confronti dei politici e delle istituzioni locali,
perché si impegnino al massimo a favore della prevenzione degli incidenti stradali.
 
In occasione delle prossime elezioni regionali e locali della Campania, ad esempio,
abbiamo rivolto, a tutti i candidati,
un pubblico invito, perché inseriscano, all’interno del proprio programma elettorale, progetti volti a migliorare le condizioni dei cittadini-utenti della strada.
 
Numerosi sono stati, inoltre,
credendo noi fortemente nell’importanza di creare una nuova cultura della strada,
i nostri interventi e le nostre attività all’interno delle scuole.
 
Proprio di questi ultimi giorni è la notizia che la Commissione Giustizia del Senato ha approvato un testo, che appesantisce le pene per i pirati della strada.
 
Non si tratta certo dell'”omicidio stradale”, da tanti invocato,
ma indubbiamente si tratta di un passo avanti importante,
che speriamo non sarà ridimensionato nel prosieguo del dibattito parlamentare.
 
Insieme con tutto il fronte delle associazioni di familiari e vittime della strada, vigileremo, giorno per giorno, ora per ora, perché i politici, primo fra tutti lo stesso Presidente del Consiglio, mantengano gli impegni presi con i cittadini, che sono stanchi di dover subire la criminalità stradale.
 
Siamo convinti che l’unico modo, per contrastare gli interessi economici che stanno alla base di norme eccessivamente tolleranti nei confronti dei pirati della strada,
sia rafforzare il fronte comune delle associazioni.
 
In tal senso, un ruolo fondamentale può svolgere una struttura, come la sopracitata Unione italiana per la sicurezza stradale, che deve sforzarsi di creare una rete di associazioni, quanto più fitta ed onnicomprensiva possibile,
con un coordinamento, organizzativo ed informativo, in grado di amplificare l’efficacia dei singoli interventi.
 
Il convegno di oggi può e deve essere un passo importante in questa direzione.
 
L’importante è che, come purtroppo constatiamo troppo spesso, non ci si focalizzi soltanto sulla repressione e sulle punizioni per i colpevoli di crimini stradali,
ma si adotti una politica, a tutti i livelli, nazionale e locale,
tendente a diminuirli, gli incidenti,
con un’intensa opera di prevenzione e di educazione.
 
Se vogliamo veramente che le indicazioni della Comunità europea, sulla massima riduzione possibile dei morti e feriti per incidenti stradali,
diventino una realtà,
dobbiamo adoperarci tutti perché si crei una nuova CULTURA DELLA STRADA.

 

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