Traduzione 15 marzo 2015

 

Signor Presidente del Consiglio,

siamo i genitori francesi delle giovani vittime della tragedia svoltasi il 13 agosto 2011 sull’A26 (nel comune di Rocca Grimalda).

È a questo titolo e nello stato di sconforto che Lei può immaginare, che noi ci permettiamo di spedirLe la presente lettera, per ottenere il Suo prezioso sostegno.

La Suprema Corte di Cassazione di Roma ha annullato la condanna per omicidio volontario stradale, contestato all’assassino Ilir Beti, per derubricarlo come omicidio colposo stradale, basandosi sul fatto che la legge sull’omicidio volontario stradale non è stata ancora votata.

In effetti, il Presidente della Corte di Cassazione non vuole sostituirsi al lavoro del legislatore e ciò, nonostante numerose circostanze aggravanti!

Tale decisione ci ha gettati in un immenso sconforto, così come ha fatto con il popolo italiano che vedeva, nel caso Ilir Beti, l’ultima speranza di riconoscimento dell’omicidio volontario stradale “con dono eventuale”; allo stesso modo, ha colpito una gran parte dell’Europa, che contava sullo slancio italiano, da Lei personalmente messo in moto per l’anno 2015…

Se questa legge viene votata al più presto, sappia che il Suo nome resterà inciso nella storia, perché rimarrà per sempre il nome glorioso di colui che ha posto termine alla lunghissima battaglia portata avanti da innumerevoli associazioni e famiglie di vittime: in tutti i nostri cuori, la legge che riconosce l’omicidio volontario stradale sarà la legge Renzi!

Dato che il giudizio d’appello avrà luogo entro tre mesi dopo la pubblicazione delle motivazioni, contiamo completamente sul Suo impegno per accelerare il processo di entrata in vigore di questa legge.

Sappiamo che, anche qualora venisse approvata prima della sentenza definitiva, la legge sull’omicidio stradale non potrà essere applicata nel procedimento contro Ilir BETI.

Contiamo tuttavia su di Lei perché, nell’ovvio rispetto dell’autonomia della magistratura, si faccia interprete del turbamento, che l’opinione pubblica proverebbe, difronte ad una sentenza che non tenesse conto di tutte le aggravanti a carico dell’imputato.

 Fiduciose nell’azione attesa, moltissime associazioni italiane e francesi si uniscono a noi, rinforzando così la portata di questa richiesta. 

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