Il pirata della strada che ha ucciso quattro giovani del Var sarà giudicato di nuovo il 20 gennaio 2016 / traduzione dal francese di Claudio Martino, AIFVS Roma / 06.01.2016

Il pirata della strada che ha ucciso quattro giovani del Var sarà giudicato di nuovo il 20 gennaio 2016 / traduzione dal francese di Claudio Martino, AIFVS Roma / 06.01.2016

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Il pirata della strada che ha ucciso quattro giovani del Var sarà giudicato di nuovo il 20 gennaio 2016

Ilir Beti ripasserà davanti alla corte d’appello di Torino fra due settimane, per aver provocato la morte di quattro giovani di Bandol e di Sanary-sur-Mer, nell’agosto del 2011, su un’autostrada italiana.

Il “verdetto” è decaduto. O meglio, il verdetto definitivo decadrà a Torino il 20 gennaio: Ilir Beti sarà giudicato di nuovo in quella data per aver provocato la morte di quattro amici d’infanzia di Bandol e Sanary, il 13 agosto 2011, sull’autostrada italiana A26, vicino a Rocca Grimalda.

Quest’imprenditore d’origine albanese (all’epoca trentaquattrenne) guidava in stato d’ebbrezza (1,5 g/l di sangue), in eccesso di velocità (150 chilometri orari invece dei 110) e contromano, nel momento in cui ha urtato in pieno la vettura condotta da Laurent Boette, a bordo della quale hanno trovato la morte Elsa Desliens (23 anni), Vincent Lorin (27 anni), Julien Raymond (27 anni) ed Audrey Reynard (23 anni).

UN PRIMO GIUDIZIO

Ilir Beti è stato già giudicato ed anche condannato a 21 anni e sei mesi di reclusione, in primo grado il 21 luglio 2012 ad Alessandria ed in appello, a Torino, il 19 giugno 2013.

Ma la Corte di Cassazione di Roma ha annullato questa condanna l’11 marzo 2015 ed ha riformulato l’accusa di omicidio, definendolo colposo e dunque non più volontario.

Un capo d’accusa per omicidio volontario ed una conseguente condanna sarebbero stati storici, in Europa, per un incidente stradale mortale.

ED ORA UN SECONDO

Di nuovo davanti alla corte d’assise d’appello, quest’ultimo processo sarà tenuto a porte chiuse, ma le famiglie delle vittime non avrebbero in ogni caso potuto assistervi, in quanto “la loro costituzione di parte civile è venuta meno con l’accettazione del risarcimento”, ricorda Edith Angelico, avvocato della famiglia di Julien.

Ma il papà di Audrey teme anche che il pirata della strada albanese possa riconquistare la libertà, come conferma l’avvocato Angelico: “Ilir Beti può scegliere il rito abbreviato, che gli consentirebbe di beneficiare di uno sconto di pena di circa un terzo”.

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Le chauffard qui a tué quatre jeunes Varois sera rejugé le 20 janvier
Ilir Beti repassera devant la cour d’appel de Turin dans deux semaines, pour avoir provoqué la mort de quatre jeunes Bandolais et Sanaryens en août 2011 sur une autoroute italienne.
Le “verdict” est tombé. Ou plutôt, le verdict définitif va tomber à Turin le 20 janvier: Ilir Beti sera rejugé à cette date pour avoir provoqué la mort de quatre amis d’enfance de Bandol et Sanary, le 13 août 2011 sur l’autoroute italienne A26, près de Rocca Grimalda.

Cet entrepreneur d’origine albanaise (alors âgé de 34 ans) circulait en état d’alcoolémie (1,5 g/l de sang), en excès de vitesse (150 km/h au lieu de 110) et à contresens, quand il a percuté de plein fouet la voiture conduite par Laurent Boette, à bord de laquelle ont trouvé la mort Elsa Desliens (23 ans), Vincent Lorin (27 ans), Julien Raymond (27 ans) et Audrey Reynard (23 ans).

UN PREMIER JUGEMENT

Ilir Beti a déjà été jugé et même condamné à 21 ans et 6 mois de prison, en première instance le 21 juillet 2012 à Alessandria comme en appel le 19 juin 2013 à Turin.

Mais la cour de cassation de Rome a annulé cette peine le 11 mars 2015 et a requalifié l’homicide, désormais involontaire et donc plus volontaire, un chef d’accusation comme une condamnation qui auraient été historiques en Europe pour un accident routier mortel.

ET MAINTENANT UN SECOND

De nouveau devant la cour d’assises d’appel turinoise, cet ultime procès se tiendra à huis clos, mais les familles des victimes n’auraient de toute façon pas pu y assister puisque “leur qualité de partie civile s’est éteinte avec leur dédommagement”, rappelle Edith Angelico, avocate de la famille de Julien.

Mais le papa d’Audrey craint également que le chauffard albanais ne ressorte libre, comme le confirme Maître Angelico: “Ilir Beti peut choisir le rito abbreviato, un rite abrégé (procédure similaire au “plaider coupable” en Italie, NDLR), qui lui permet de bénéficier d’une remise de près d’un tiers de sa peine”.

http://www.varmatin.com/justice/le-chauffard-qui-a-tue-quatre-jeune-varois-sera-rejuge-le-20-janvier-11792

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