Italia / CHI È IL PIRATA DELLA STRADA “MAX WRIST”? È VERAMENTE IL MILITARE STATUNITENSE EUGENE EDWARD MCMAHEL? COSA È STATO FATTO PER FERMARLO ED IMPEDIRE CHE CAUSI UN INCIDENTE STRADALE? / di Claudio Martino, AIFVS AUFV

Italia / CHI È IL PIRATA DELLA STRADA “MAX WRIST”? È VERAMENTE IL MILITARE STATUNITENSE EUGENE EDWARD MCMAHEL? COSA È STATO FATTO PER FERMARLO ED IMPEDIRE CHE CAUSI UN INCIDENTE STRADALE? / di Claudio Martino, AIFVS AUFV / 16.10.2016
 

Negli ultimi dodici mesi sono apparsi, su varie piattaforme internet, numerosi video in cui un motociclista, firmandosi “Max Wrist”, per far sfoggio delle sue abilità di pilota, corre su pubbliche strade a velocità elevatissime, compiendo manovre pericolosissime, spesso sfidando a “gareggiare” altri conducenti di mezzi potenti.

 
La prima location scelta da “Max Wrist” per le sue “prodezze” sono state le strade della provincia di Vicenza.
 
Allertata da numerose segnalazioni e servizi giornalistici, la polizia stradale di Schio sarebbe riuscita a risalire alla sua vera identità; si tratterebbe del soldato americano Eugene Edward McMahel, 33 anni, di stanza alla caserma Ederle di Vicenza (https://goo.gl/jMon63).
 
Sempre stando a fonti giornalistiche (https://goo.gl/dJYZVC), al militare statunitense sarebbe stata sequestrata la moto e ritirata la patente (restituitagli in tempi brevi dalla prefettura di Vicenza) ed addirittura la sua vicenda sarebbe oggetto di controversia internazionale su chi debba giudicarlo, se l’Italia o gli Stati Uniti.
 
Nonostante i provvedimenti adottati dalla magistratura vicentina, “Max Wrist” si è recentemente rifatto vivo, con altri video, nel Modenese, suscitando la reazione di associazioni di vittime della strada (https://goo.gl/JP72iL) e di numerosi organi di informazione, con grande sconcerto da parte dell’opinione pubblica (https://goo.gl/JkDMNn).
 
Pare non esserci dubbi sul fatto che il pirata della strada “Max Wrist” sia identificabile come il militare statunitense Eugene Edward McMahel, anche perché nessuno l’ha negato o smentito.
 
Così come non c’è stata alcuna smentita sul fatto che, nonostante l’evidente pericolosità della sua condotta, al militare USA sia stata prontamente restituita la patente.
 
La cosa più incredibile è che l’unico intervento, da parte delle autorità dalle quali il militare dipenderebbe, sarebbe la richiesta alla magistratura italiana di non procedere contro McMahel.
 
A questo punto ci si aspetta che i ministri italiani dell’Interno, della Giustizia e degli Esteri compiano tutti i passi di loro competenza per impedire il protrarsi di quest’incresciosa vicenda, che potrebbe avere risvolti anche gravi nei delicati rapporti fra l’esercito americano e lo Stato italiano che l’ospita (si pensi alle possibili reazioni dell’opinione pubblica, ancora memore della strage del Cermis, in caso di incidente mortale).
16 ottobre 2016
Claudio Martino, AIFVS AUFV

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *